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Pneumatici cinesi: Bruxelles ha deciso, pesanti dazi sul “made in China”

L’Unione europea introduce dazi doganali sui pneumatici importati dalla Cina al termine di una lunga indagine anti-dumping.
Da ieri, 8 luglio, il mercato europeo dei pneumatici ha cambiato volto. Le nuove tariffe doganali su questi prodotti importati dalla Cina toccano quota 45,3% nella misura massima, un provvedimento che si aggiunge ai dazi già imposti sulle auto elettriche del Dragone, con una possibile estensione anche alle ibride plug-in. Il settore delle quattro ruote diventa così terreno di scontro commerciale sempre più acceso tra Bruxelles e Pechino.
Le aliquote non sono uguali per tutti i produttori e non si applicano retroattivamente alle importazioni già avvenute.
Le aliquote variano da produttore a produttore in base alla collaborazione con gli inquirenti.
Il nuovo sistema tariffario prevede tre livelli distinti. Il Gruppo Hankook beneficia del trattamento più favorevole, con un dazio minimo del 4,3%, grazie alla piena collaborazione fornita durante l’indagine comunitaria. Le altre aziende che hanno partecipato attivamente alle verifiche pagheranno invece un’aliquota intermedia del 24,4%.
Per tutti gli operatori che non hanno collaborato con la Commissione europea scatta la tariffa massima, quella che sfiora quasi la metà del valore delle merci importate. Una differenziazione pensata per premiare la trasparenza e penalizzare chi si è sottratto ai controlli.

La denuncia dei produttori europei ha dato origine a un’indagine durata oltre un anno.
Tutto è iniziato con una segnalazione formale presentata il 7 aprile 2024 dalla Coalition Against Unfair Tyre Imports, l’organizzazione che riunisce i produttori europei danneggiati dalla concorrenza asiatica. L’indagine vera e propria è scattata il 20 maggio 2025, analizzando in dettaglio l’intero anno solare 2024.
I numeri raccolti dagli inquirenti comunitari parlano chiaro: le importazioni cinesi sono cresciute di oltre 35 milioni di pezzi in dodici mesi, portando la quota di mercato degli esportatori asiatici dal 18% al 28%. Un’espansione che Bruxelles attribuisce a prezzi artificialmente compressi, capaci di schiacciare i listini della concorrenza continentale.
Pneumatici per auto, furgoni e autobus rientrano nel nuovo perimetro normativo.
Il provvedimento copre una gamma molto vasta di prodotti, dagli pneumatici per autovetture a quelli destinati ai veicoli commerciali leggeri, fino agli autobus. Una copertura ampia che riflette la portata dell’intervento normativo voluto da Bruxelles.
L’impatto sui produttori europei era già visibile prima dell’introduzione dei dazi: la loro quota di mercato era scesa dal 60% al 53% nel giro di un solo anno, con una redditività compressa dalla pressione dei prezzi cinesi. La Commissione europea giustifica dunque il nuovo regime come strumento indispensabile per ripristinare condizioni di parità competitiva nel settore.
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