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Truffe al distributore: il bollino che bisogna guardare prima di fare rifornimento

Un piccolo segno applicato sulla pompa racconta se il rifornimento è regolare, ma pochi sanno davvero dove guardare per riconoscerlo.
L’aumento dei prezzi dei carburanti registrato negli ultimi mesi ha reso molti automobilisti più attenti a un dettaglio spesso trascurato: la corrispondenza tra quanto versato alla cassa e la quantità di benzina o gasolio realmente finita nel serbatoio. A dissipare ogni dubbio interviene un sistema di controlli periodici obbligatori, la cui traccia visibile è un piccolo adesivo colorato applicato sulla pompa.
Riconoscere questo elemento richiede pochi secondi, ma permette di viaggiare con maggiore tranquillità. Prima di impugnare la pistola erogatrice, un rapido sguardo al contrassegno consente di sapere se l’impianto ha superato i test di precisione previsti dalla normativa.
La verifica metrica avviene ogni due anni con margini ridottissimi
La legge stabilisce che ogni distributore venga sottoposto a controllo con cadenza biennale. Ad occuparsene sono Organismi di verifica accreditati, riconosciuti a livello nazionale e sottoposti alla vigilanza delle Camere di Commercio, che testano singolarmente ciascun componente dell’impianto di erogazione.
Nel corso delle prove tecniche il carburante viene versato in contenitori graduati di riferimento, in modo da confrontare il dato mostrato sul display con il quantitativo effettivamente distribuito. Il margine di tolleranza ammesso risulta estremamente contenuto, pari a soli +/- 0,5%, e le verifiche vengono condotte sia a bassa velocità di flusso sia alla massima portata, per riprodurre ogni condizione reale di rifornimento.

Il colore dell’adesivo indica se la pompa può essere utilizzata
L’esito di questi controlli si traduce in un bollino colorato applicato direttamente sull’erogatore. Un contrassegno verde certifica che il sistema di misura funziona correttamente e riporta anche la data, mese e anno, entro cui dovrà essere effettuata la successiva verifica.
Un bollino di colore rosso, con la dicitura “esito negativo”, segnala invece un malfunzionamento dei sistemi di misurazione: in questo caso il punto di rifornimento dovrebbe risultare già bloccato dal gestore fino al ripristino della piena efficienza. Anche l’assenza totale del contrassegno costituisce un segnale da non sottovalutare, potendo indicare un impianto non allineato alle disposizioni vigenti.
I sigilli antimanomissione proteggono i componenti interni della pompa
Oltre all’adesivo visibile dall’esterno, le componenti interne che regolano la misurazione del carburante sono protette da sigilli metrici di sicurezza. Questi elementi vengono realizzati con materiali progettati per distruggersi in modo irreversibile in caso di rimozione, così da impedire qualsiasi alterazione dei parametri a vantaggio del gestore.
Quando un intervento tecnico richiede la rottura dei sigilli originali, il tecnico incaricato applica dei sigilli provvisori, utili a rimettere immediatamente in funzione l’erogatore. Il titolare dell’impianto resta comunque tenuto a richiedere una nuova verifica periodica entro 10 giorni lavorativi dall’intervento, condizione necessaria per ripristinare la piena regolarità del sistema di misura.
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