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Il colosso tedesco taglierà 19.000 posti di lavoro entro fine anno

Volkswagen accelera il piano di riduzione della forza lavoro in Germania: 19.000 posti tagliati entro fine anno e 28.000 entro il 2030.
Il gruppo Volkswagen procede senza sosta nel percorso di risanamento avviato per fronteggiare una fase di mercato difficile. L’obiettivo immediato è la riduzione di 19.000 lavoratori entro la fine del 2025, un traguardo che l’azienda di Wolfsburg intende raggiungere rispettando le scadenze stabilite. La notizia è destinata a essere confermata ufficialmente dal CEO Oliver Blume davanti agli investitori riuniti per la prossima assemblea generale.
La portata del piano va oltre il breve periodo: secondo la trascrizione del discorso preparato da Blume per l’evento del 18 giugno, i tagli concordati come obiettivo vincolante arrivano a 28.000 unità entro il 2030. Un impegno formale che segna una svolta significativa nella strategia industriale del gruppo tedesco.
I numeri del piano di ristrutturazione e i tagli ai costi produttivi
Al centro dell’annuncio c’è anche un dato sui costi di produzione: Blume ha dichiarato che gli stabilimenti Volkswagen in Germania hanno già registrato una riduzione superiore al 20% entro il 2025. “Abbiamo ridotto i costi di produzione negli stabilimenti Volkswagen in Germania di oltre il 20% entro il 2025”, ha affermato il CEO. Un risultato ottenuto attraverso misure strutturali che toccano in modo diretto l’organico e l’organizzazione interna delle fabbriche.

Questi interventi arrivano in un momento in cui il gruppo deve fare i conti con una domanda debole, un calo degli utili e una concorrenza crescente, in particolare da parte dei produttori asiatici. Il contesto rende necessarie scelte difficili per preservare la redditività nel lungo periodo.
La posizione di Volkswagen sul tema della sovraccapacità produttiva
Nelle settimane precedenti all’assemblea, il gruppo era stato al centro di indiscrezioni su presunti contatti con produttori cinesi riguardo alla sovraccapacità degli stabilimenti europei. Blume ha escluso con fermezza questa ipotesi, precisando che non esistono piani né discussioni in corso con soggetti cinesi.
Il tema della sovraccapacità produttiva resta comunque una questione aperta. Il numero uno di Volkswagen ha riconosciuto che affrontare questo squilibrio è indispensabile per non perdere terreno rispetto ai concorrenti internazionali. L’assemblea dei lavoratori a Wolfsburg si è svolta in un clima segnato da forti interrogativi sul futuro degli impianti tedeschi, con il piano di riduzione del personale a fare da sfondo a un dibattito ancora lontano dalla conclusione.
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