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Auto termiche o elettriche: ecco chi è più affidabile

Il report dell’ente tedesco premia le auto elettriche e i marchi premium, bocciando le ibride giapponesi e diversi modelli termici di largo consumo.
Quasi 3,7 milioni di interventi di assistenza stradale in un solo anno, uno ogni 9 secondi: sono i numeri su cui l’ADAC ha costruito il suo rapporto annuale 2025, uno dei più autorevoli strumenti di misurazione dell’affidabilità automobilistica in Europa. La classifica che ne deriva premia con forza i modelli tedeschi a trazione elettrica, boccia le ibride Toyota e mette in luce un problema trasversale a ogni tipo di alimentazione: la batteria ausiliaria da 12 volt continua a essere il componente più fragile dell’intera filiera.
BMW e Tesla al vertice, Toyota e Hyundai sul fondo
Con un indice di guasto di appena 0,4 ogni mille esemplari a cinque anni di vita, la BMW i3 occupa il primo posto assoluto nella classifica dei modelli più affidabili. Alle sue spalle si collocano la BMW X2 termica (0,6) e la Tesla Model 3 (0,7), seguita da BMW Serie 5 (0,9) e Mini (1,2). Tra i modelli a zero emissioni figurano anche il Volkswagen ID.3 (1,7), la Skoda Enyaq (2,3) e la Renault Zoe (2,5).
All’opposto, la Toyota Yaris registra l’indice più alto in assoluto: 50,2 guasti ogni mille vetture, seguita dalla Toyota C-HR (31,4) e dalla Hyundai Ioniq 5 (28,1). Anche Toyota Corolla (26,5), Ford S-Max (24,3) e Renault Clio (23,8) mostrano performance critiche. Per rispondere a queste difficoltà, Toyota ha introdotto batterie più potenti e soluzioni per contenere i consumi energetici a riposo, mentre Hyundai ha avviato richiami ufficiali e aggiornamenti software per i modelli coinvolti.

Il punto debole che accomuna tutti: la batteria da 12 volt
Indipendentemente dalla tecnologia di propulsione, un componente si conferma il più problematico dell’intero parco auto: la batteria ausiliaria da 12 volt, responsabile del 45,4% di tutti gli interventi registrati nel 2025. A seguire, i guasti al motore e ai sistemi ad alta tensione pesano per il 21,8%, l’impianto elettrico per il 10,4%, i pneumatici per l’8,9% e i sistemi di chiusura per il 6,8%.
Nelle auto elettriche, questo componente è sottoposto a uno stress superiore rispetto ai veicoli termici, poiché le funzioni di connettività rimangono attive anche a veicolo fermo. Il caso più evidente è quello della Hyundai Ioniq 5: l’ADAC ha rilevato criticità specifiche nell’unità di controllo della ricarica integrata, che compromette la corretta alimentazione della batteria di servizio, contribuendo in modo determinante all’indice di guasto elevato del modello.
Elettrici meno problematici dei termici, anche con gli anni
Nel 2025 gli interventi su vetture a batteria hanno raggiunto 50.445, con un aumento del 15% sul 2024, riconducibile all’incremento del numero di veicoli in circolazione e alla loro crescente età media. I dati, però, raccontano una storia diversa da quella che ci si potrebbe aspettare.
Le auto elettriche con due anni di vita fanno registrare 2,1 guasti ogni mille esemplari, contro i 5,8 dei modelli a combustione interna. Il vantaggio si mantiene anche a cinque anni: 10,3 contro 17,4. In crescita anche i soccorsi alle ibride plug-in, che nel 2025 hanno sfiorato quota 60.000 interventi, con un incremento del 13% rispetto all’anno precedente.
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