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Audi sfida BMW: la nuova RS 5 berlina è una rivale all’altezza della M3

Dopo quasi vent’anni torna la RS 5 berlina: ibrido plug-in da 639 CV e un design muscoloso che non passa inosservato e conquista.
Dopo anni di assenza, Audi rimette in campo una RS 5 berlina a tre volumi, affiancandola alla tradizionale Avant in una nuova generazione che segna una discontinuità tecnica radicale. Sotto il cofano non c’è più un motore termico classico: la RS 5 abbraccia la tecnologia ibrida plug-in, con una potenza combinata di 639 CV e 825 Nm di coppia. Il prezzo da pagare sul fronte del peso è salato – fino a 2.370 kg sulla bilancia – ma l’impatto visivo delle due carrozzerie lascia poco spazio alle critiche.
Una berlina che mancava da quasi vent’anni
L’ultima RS con carrozzeria a tre volumi abbinata al nome RS 5 risale alla RS 4 B7, in produzione dal 2005 al 2009. Con la generazione B8, Audi aveva optato per la sola station wagon; con la B9, invece, alla RS 4 Avant era stata affiancata una RS 5 Sportback. La berlina classica, quella con il bagagliaio separato, era di fatto scomparsa dal listino RS.

Ora il formato torna, e lo fa con una presenza fisica difficile da ignorare. I nove centimetri di larghezza aggiuntiva rispetto alla versione standard si leggono chiaramente sul corpo vettura, accentuati da passaruota allargati e da una vista posteriore che, presa quasi di fronte, trasmette una muscolosità fuori dal comune. Le proporzioni sono volutamente estreme, ma l’insieme risulta equilibrato. Un diretto avversario della BMW M3, quindi, torna finalmente nel catalogo dei Quattro Anelli.
L’Avant conferma la tradizione, ma la berlina sorprende
La RS 5 Avant è arrivata in anteprima in uno studio a nord di Monaco, settimane prima della presentazione ufficiale, e ha confermato la qualità estetica che da sempre caratterizza le familiari sportive di Neckarsulm: dai tempi dell’RS2 del 1994, passando per la mitica RS 4 B5 (1999-2001), fino all’attuale RS 6, le Avant con il badge RS hanno costruito una reputazione di desiderabilità difficile da scalfire.

I paraurti anteriori con prese d’aria di dimensioni notevoli e i terminali di scarico posteriori dal diametro generoso completano una carrozzeria che non passa inosservata. Eppure, in questa generazione, è la berlina a rubare la scena: più scultorea nel profilo, con proporzioni ancora più radicali, capace di far vacillare anche chi ha sempre preferito la praticità della familiare.
Il nodo del peso e le incognite dinamiche
L’adozione della powertrain ibrida plug-in introduce una variabile inedita per una RS: la gestione di una massa elevata su un’auto che porta nel nome una promessa di sportività. L’architettura tecnica scelta da Audi è descritta come complessa e studiata con intelligenza nella distribuzione dei flussi energetici, ma le reali conseguenze sulle dinamiche di guida restano da verificare.

Fino ai primi test su strada, l’attrattiva della nuova RS 5 resta interamente sul piano visivo. E su quel piano, per ora, il risultato è convincente. La vera domanda è se i 2.370 kg di peso complessivo riusciranno a compromettere quel carattere affilato che la sigla RS ha sempre incarnato, o se la potenza combinata del sistema ibrido sarà sufficiente a mantenere la promessa.
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