News
Allarme Stellantis: il tribunale ferma migliaia di auto, ecco perché

Il tribunale interviene sulla gestione dei richiami Stellantis e impone provvedimenti immediati a tutela della sicurezza degli automobilisti.
Una sentenza del Tribunale di Torino scuote Stellantis e riaccende i riflettori su una delle crisi di sicurezza più gravi dell’industria automobilistica. I giudici della Sezione Imprese hanno accolto l’azione promossa da Movimento Consumatori, riconoscendo che migliaia di proprietari di auto Opel circolano ancora con airbag potenzialmente letali.
La decisione impone misure drastiche: blocco immediato dei veicoli, fornitura di auto sostitutive e traino gratuito. Una svolta che arriva dopo mesi di polemiche sulla gestione differenziata dei richiami tra i vari marchi del gruppo.
Quando un dispositivo salvavita diventa una minaccia mortale
Gli airbag Takata nascondono un difetto tecnico dalla pericolosità estrema. Il cuore del problema risiede nel Nitrato di Ammonio Fase Stabilizzata (PSAN), la sostanza chimica che genera l’esplosione necessaria all’apertura del cuscinetto protettivo. L’invecchiamento e l’esposizione a determinate condizioni ambientali provocano un deterioramento critico: il composto brucia in modo incontrollato e violento.
Durante un incidente, invece di salvare vite, il dispositivo si trasforma in una bomba che proietta nell’abitacolo schegge metalliche e frammenti. Questa anomalia ha causato morti e lesioni gravissime in tutto il mondo, trasformando uno degli elementi fondamentali della sicurezza passiva in una condanna per conducenti e passeggeri.

Due pesi e due misure: la strategia contestata di Stellantis
L’accusa mossa da Movimento Consumatori poggia su una disparità evidente nella gestione dei richiami. Mentre per Citroen e DS il gruppo ha richiamato oltre 600.000 veicoli in Europa applicando il blocco totale alla guida, le Opel con identici airbag difettosi hanno ricevuto un trattamento meno rigoroso. Nessun divieto di circolazione, nessuna urgenza equiparabile.
Questa differenza ha sollevato interrogativi sulla reale volontà di tutelare tutti gli automobilisti allo stesso modo, indipendentemente dal marchio posseduto. Il tribunale torinese ha dato ragione all’associazione dei consumatori, giudicando la campagna attuata per le Opel inadeguata e insufficiente rispetto ai rischi concreti per la sicurezza stradale.
I diritti dei proprietari e le nuove obbligazioni per il gruppo
La sentenza impone a Opel Automobile GmbH e Groupe PSA Italia S.p.A. una serie di obblighi immediati e vincolanti. Le società devono inviare comunicazioni urgenti a tutti i proprietari coinvolti, ordinando l’immediato stop alla circolazione. Entro sette giorni dalla richiesta, i clienti hanno diritto a veicoli sostitutivi o voucher per servizi di car sharing. Il trasporto dell’auto dall’abitazione all’officina autorizzata deve essere rimborsato o fornito gratuitamente.
Movimento Consumatori invita chi possiede un modello Opel interessato dal richiamo a contattare l’associazione qualora non riceva rapidamente la sostituzione dell’airbag o i servizi previsti. I canali disponibili sono il numero 06 94807041, l’email [email protected] e il modulo online dedicato sul sito dell’associazione.
Clicca qui per iscriverti al nostro canale Telegram
Clicca qui per mettere "mi piace" alla nostra pagina Facebook
Riproduzione riservata © - MM














