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F1, Ferrari: il popolo chiede la testa di Binotto e Rueda

Mattia Binotto

Dopo l’ennesimo Gran Premio di F1 totalmente rovinato da più fattori dalla Ferrari, il popolo chiede la testa di due elementi Binotto e Rueda.

Il Gran Premio di Ungheria di F1 è stato letteralmente un disastro di colore rosso, quello della Ferrari. Derisa anche negli attimi prima del podio da Hamilton, Verstappen e Russel per una strategia a dir poco incomprensibile. Ma partiamo dall’inizio la scelta delle gomme gialle per il primo stint contro le rosse di Russell e Verstappen (che però è impegnato nella sua iniziale rimonta) può essere letto con la volontà di andare più lunghi di Russell tenendo un ritmo per così dire simile ma per allungare la vita delle gomme.

Sainz non riesce a superare al via Russell e si accoda seguendo ad una distanza di due secondi il leader in quel momento. Leclerc rimane ad un secondo dal compagno di scuderia. Il monegasco ad un certo punto sente di poter dar di più ed effettivamente ne ha di più. Ma alla sibillina richiesta di dire a Carlos di andare più forte, non viene fatto fatto nulla. Sainz non riesce ad attaccare Russell, e va al pit. Qui inizia il calvario chiamato box Ferrari, pitstop lentissimo, lo spagnolo fallisce non per colpa sua l’overcat sul pilota inglese. Leclerc cambia gomme (sempre gialle) il suo pit è poco più veloce del compagno prende Russell e dopo un sorpasso spettacolare prende la testa della gara.

Il dramma dei tifosi

Qualsiasi tifoso della Ferrari, in questo GP di F1 vedendo il sorpasso di Leclerc prega solamente che tutto vada bene al secondo pit per poter vincere la gara. Qui emergono tutti i limiti di un box non più abituato alla vittoria da molto tempo. Verstappen nel completare la sua rimonta deve dare una scossa, rientra prima del previsto mettendo le gialle.

In questo momento fuoriesce il panico del box Ferrari di coprire Verstappen. Secondo il box non è ancora possibile mettere le rosse per la durata (in realtà la temperatura era così bassa da non essere un reale rischio crollo) e decide di mettere le bianche. Le stesse gomme che avevano montato le Alpine con un crollo di prestazioni netto. Ma per loro era l’unica sosta la strategia non due.

Leclerc avvisa il box che le gomme stanno bene e può allungare lo stint, ma non viene ascoltato e gli vengono montate subito le bianche che nell’ideale dopo 3 giri avrebbero resistito. Nulla di più sbagliato, Leclerc viene superato da Verstappen come se non fosse nulla, crollando di prestazione miseramente. L’errore è gravissimo ma ancora più grave richiamarlo ancora qualche giro dopo per la terza sosta che costa anche la quinta piazza di un Perez anonimo in gara con la sesta posizione finale. Sainz nella sua seconda sosta viene ancora fermato da un pit estremamente lento. Per mettere delle gomme rosse usate (era impossibile nel weekend salvare almeno un treno di gomme?), che non funzionano perdendo miseramente anche il podio.

Podio perso in una pista dove il Team Principal Binotto (responsabile anche delle prestazioni della vettura) aveva chiamato la doppietta. E da uno stratega Rueda che in questa prima parte di stagione tutto è stato tranne che impeccabile. Il popolo ferrarista è stanco, chiede spiegazioni e soluzioni, tagliando anche le teste appena chiamate in causa. Perché con una monoposto così non si ci può far sbeffeggiare dietro al podio per delle scelte dal box che hanno precluso una possibile vittoria o un podio.


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Riproduzione riservata © - MM

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