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Tesla, il boicottaggio continua: dopo le auto ecco un altro problema

Il boicottaggio si estende ai sistemi di accumulo energetico. La compagnia affronta crescenti sfide sul mercato e diffusi episodi di vandalismo in Europa.
Il boicottaggio nei confronti di Tesla continua a crescere, espandendosi oltre le auto per coinvolgere anche i sistemi di accumulo stazionario per abitazioni, come il celebre Powerwall. Secondo i dati di EnergySage, che confronta i prezzi delle soluzioni energetiche, la domanda di alternative al Powerwall sta aumentando. Questo rappresenta un colpo significativo per Tesla, che opera in questo settore fin dal 2015, anno in cui ha lanciato la sua divisione energia.
Una leadership che vacilla
Tesla ha dominato il mercato delle batterie stazionarie grazie al Powerwall 2, che ha rivoluzionato il settore diventando il leader nelle vendite. L’azienda ha anche proposto un ecosistema completo, che include i Solar Roof e le wallbox per la ricarica delle sue auto elettriche. Grazie all’esperienza accumulata nel settore automobilistico, Tesla ha costantemente migliorato i suoi sistemi di accumulo, con il lancio lo scorso anno del Powerwall 3. Nonostante ciò, i segnali di rallentamento nelle vendite e l’emergere di concorrenti come Franklin stanno mettendo in discussione la sua posizione di leader.
Calo nelle richieste e nuove tendenze
Secondo i dati di EnergySage, le richieste di preventivi per i Powerwall sono notevolmente diminuite, in particolare dopo l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Dal 1° al 19 gennaio, circa il 73% delle richieste online includeva un Powerwall, ma dal 20 gennaio al 10 marzo questa cifra è scesa al 64%. La Ferrari Tesla è ora citata frequentemente in combinazione con opinioni negative e viene associata a richieste di alternative. Nonostante il calo, Tesla rimane leader del mercato in alcuni Stati americani, dove raggiunge quote fino all’80%, ma la concorrenza sta guadagnando terreno.

Tensioni e atti di vandalismo
Intanto la crescente opposizione a Tesla ha raggiunto un punto critico in Europa, dove gli attacchi contro la compagnia e il suo fondatore, Elon Musk, sono diventati sempre più frequenti. L’incendio di 17 auto Tesla in una concessionaria di Roma ha suscitato grande preoccupazione, con gli inquirenti che stanno indagando su una possibile matrice anarchico-antagonista.
Le teorie suggeriscono che dietro l’attacco ci sia una rete europea di oppositori di Musk e delle sue attivitĂ , tra cui la sua vicinanza a Trump e la promozione di iniziative controverse come la colonizzazione di Marte e il supporto a Starlink. Le indagini, condotte dalla Polizia Scientifica e dalla Digos, sono ancora in corso, ma l’episodio ha sollevato forti reazioni, con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che ha parlato di terrorismo.
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