Guide
Motore che perde colpi: i segnali d’allarme che non bisogna mai ignorare

Vibrazioni, consumi in aumento e scoppiettii dallo scarico sono i primi segnali di un sistema di accensione da sostituire.
Riconoscere per tempo i segnali di un sistema di accensione in difficoltà è la mossa più efficace per evitare riparazioni costose. Candele esaurite e bobine sovraccariche non danneggiano solo sé stesse: mettono a rischio catalizzatore, sonda lambda e persino l’olio motore. I costi di un intervento tempestivo si misurano in poche centinaia di euro; quelli di un guasto trascurato possono superare abbondantemente quella soglia.
Come il motore comunica che qualcosa non va
Il motore è preciso nei suoi segnali. La sensazione che giri “a tre cilindri” produce vibrazioni forti, percepibili sul volante e sul sedile anche da fermo. I vuoti in accelerazione, più evidenti in salita o sotto carico, e gli scoppiettii sordi provenienti dallo scarico al minimo sono altri indicatori classici di un sistema di accensione in sofferenza.
Ci sono poi segnali meno immediati ma ugualmente significativi: l’auto che fatica ad avviarsi la mattina con il motorino di avviamento che gira a lungo, oppure un aumento improvviso e inspiegabile dei consumi di carburante. Questi sintomi tendono a comparire prima solo sotto sforzo, per poi diventare costanti. Portare il veicolo in officina ai primi avvisi è sempre la scelta più conveniente.
Perché fermarsi subito è l’unica scelta razionale
Una volta comparsi questi segnali, continuare a guidare è un errore che si paga. Con la miscela non bruciata correttamente, la benzina finisce nel catalizzatore e lo danneggia in tempi brevissimi: il surriscaldamento ne compromette la capacità filtrante, con conseguente aumento delle emissioni inquinanti.
Le conseguenze a catena sono molteplici. La centralina, nel tentativo di correggere l’anomalia, sovraccarica le bobine d’accensione accelerandone il deterioramento. La sonda lambda riceve dati errati e sfasa i parametri di gestione del motore, accendendo la spia avaria sul cruscotto. Nel caso peggiore, la benzina incombusta trafila dalle fasce pistoni fino alla coppa dell’olio, compromettendo la lubrificazione delle parti soggette ad attrito. Non importa se la spia motore è fissa o lampeggiante: spegnere il veicolo e chiamare il soccorso stradale è l’unica mossa corretta.

Quanto si spende per ripristinare il sistema di accensione
La spesa varia in funzione della tecnologia montata sul veicolo. Per city car e vetture standard, un set di quattro candele tradizionali con manodopera costa circa 110 euro. Sui modelli con motori turbo o ibridi, dove si montano candele all’iridio o al platino, il totale sale tra i 150 e i 220 euro. Per SUV e vetture premium, la complessità meccanica porta il conto tra i 350 e i 500 euro.
Se il guasto coinvolge anche le bobine, i costi aumentano. Il sistema tradizionale con bobina unica e cavi candela costa tra 100 e 250 euro, più circa 80 euro per i cavi. Le bobine singole COP, dedicate a ogni cilindro, si aggirano tra i 50 e i 90 euro l’una. La rampa di bobine a blocco unico, tipica di molti motori moderni, richiede la sostituzione dell’intero gruppo con una spesa tra 150 e 280 euro. Scegliere ricambi di qualità è determinante: componenti economici possono generare interferenze elettroniche difficili da diagnosticare dalla centralina.
Fai da te: quando è possibile e quali errori evitare
Gli intervalli di sostituzione delle candele variano tra i 40.000 e i 120.000 km a seconda della motorizzazione, ma la scadenza esatta va sempre verificata sul libretto di uso e manutenzione. Chi intende procedere autonomamente deve disporre degli strumenti giusti: una bussola a pareti sottili adatta ai motori moderni (spesso poligonale da 14 mm) per non rischiare di spaccare la ceramica, e una chiave dinamometrica per rispettare la coppia di serraggio specifica. Un serraggio eccessivo rovina il filetto; uno insufficiente provoca perdite di compressione.
Al termine del lavoro è indispensabile collegare uno strumento di diagnosi per cancellare gli errori memorizzati e resettare i parametri di adattamento della centralina: montare i pezzi nuovi senza questo passaggio spesso non risolve il problema. Le bobine vanno estratte con delicatezza, preferibilmente con estrattori dedicati, per non lesionare i connettori elettrici. Su veicoli alimentati a GPL o metano, il calore più elevato di questi carburanti consuma gli elettrodi più rapidamente: la sostituzione va anticipata ogni 30.000 km. Infine, non applicare mai grasso o olio sui filetti delle candele: altera la coppia di serraggio e rischia di isolare elettricamente il componente. “Il fai da te è una soddisfazione, ma richiede responsabilità”: senza chiave dinamometrica e strumento diagnostico, affidarsi a un’officina rimane la scelta più sicura.
Clicca qui per iscriverti al nostro canale Telegram
Clicca qui per mettere "mi piace" alla nostra pagina Facebook
Riproduzione riservata © - MM














