News
Stop ai motori benzina e diesel dal 2030: arriva la mossa storica

Dal 2030 niente più motori a benzina a Hainan, la Cina lancia dalla sua isola tropicale il primo bando totale ai veicoli tradizionali.
Entro il 2030 la provincia cinese di Hainan cancellerà dal mercato le nuove automobili con motore a combustione interna, diventando la prima area amministrativa del paese a imporre un divieto totale sui veicoli tradizionali. Il provvedimento, riportato dalla testata Car News China, rientra nel nuovo piano quinquennale dell’isola dedicato alla “zona pilota per la civiltà ecologica nazionale” e punta a fare di questo territorio un banco di prova per l’intera nazione.
Dietro la scelta ci sono obiettivi numerici precisi e una strategia energetica ambiziosa, ma anche criticità infrastrutturali che il governo dovrà superare per non compromettere il progetto.
I traguardi del piano Clean Energy Island
Il bando ai motori termici è parte integrante del programma governativo “Clean Energy Island”, che fissa un obiettivo netto: entro la fine del decennio oltre il 45% dei veicoli circolanti dovrà rientrare nella categoria dei “veicoli a nuova energia” (NEV), che in Cina include sia le elettriche pure sia le ibride plug-in.
La regola non riguarderà solo i privati. Anche i mezzi destinati ai servizi governativi, al trasporto pubblico e alla raccolta rifiuti dovranno essere a zero emissioni, con eccezioni limitate ai veicoli che richiedono caratteristiche tecniche specifiche. Per sostenere questa svolta la provincia sta ampliando la rete di ricarica, con l’obiettivo di mantenere un rapporto inferiore a 2,5 veicoli per ogni colonnina disponibile.

Le caratteristiche geografiche che favoriscono l’elettrico
Non è un caso che la scelta sia ricaduta su Hainan. L’isola si estende per circa 35.400 chilometri quadrati ed è percorsa da una strada ad anello di 612,8 chilometri lungo tutto il perimetro, una conformazione che facilita enormemente la diffusione dei veicoli a batteria.
Le distanze da coprire nella vita quotidiana risultano compatibili con l’autonomia offerta dai modelli più recenti, e questo rende più semplice costruire una rete di ricarica capillare rispetto a quanto richiederebbero le vaste province continentali. A favorire il progetto contribuisce anche un fattore economico: pur ospitando storicamente Hainan Mazda, l’isola non rappresenta un centro nevralgico per la produzione automobilistica, circostanza che limita l’impatto occupazionale della transizione.
Le criticità energetiche e gli incentivi previsti per i cittadini
Convertire un territorio di oltre 35mila chilometri quadrati alla mobilità elettrica comporta però ostacoli concreti. Già nel 2022 il quotidiano statale People’s Daily aveva segnalato le difficoltà di coordinamento tra rete di ricarica, pianificazione urbana e approvvigionamento elettrico, un tema sensibile per un’isola da sempre dipendente dalla rete meridionale cinese e gravata da costi energetici elevati.
Per colmare questo divario il governo ha avviato un piano di rafforzamento delle basi energetiche, con l’obiettivo di portare l’autosufficienza dal 24% previsto nel 2025 al 54% entro il 2030, grazie a nuovi investimenti nel nucleare e nelle fonti rinnovabili. Ad accompagnare questo percorso arriveranno anche misure concrete per i cittadini: agevolazioni burocratiche, sconti sulle procedure di registrazione, maggiore libertà di circolazione e parcheggi a costo ridotto, pensati per rendere Hainan la prima vetrina mondiale della mobilità cinese senza petrolio.
Clicca qui per iscriverti al nostro canale Telegram
Clicca qui per mettere "mi piace" alla nostra pagina Facebook
Riproduzione riservata © - MM














