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RC auto, qualcosa non torna: le authority italiane aprono un’indagine ufficiale

Bonus-malus e risarcimento diretto nel mirino di Ivass e Antitrust: un’indagine per capire perché i prezzi RC auto non scendono mai.
L’assicurazione RC auto torna al centro del dibattito istituzionale. Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, e l’Antitrust hanno annunciato un’indagine congiunta sul comparto, con l’attenzione puntata su due meccanismi chiave del settore: il risarcimento diretto e il sistema bonus-malus. La notizia è giunta in occasione della relazione annuale di Ivass relativa al 2025, un appuntamento che ha acceso i riflettori su un mercato da tempo nel mirino delle associazioni dei consumatori.
Sullo sfondo c’è un quadro tariffario in costante ascesa: il premio medio RC auto nel 2025 ha raggiunto quota 438 euro, con un incremento del 4,5% rispetto all’anno precedente e una traiettoria al rialzo ininterrotta dal 2022.
Il risarcimento diretto: un meccanismo nato per semplificare e mai decollato
Introdotto nel 2007, il risarcimento diretto nasceva con un obiettivo preciso: snellire la gestione dei sinistri e abbattere i costi della RC auto. Il principio era semplice: in caso di incidente, il danneggiato avrebbe ottenuto il rimborso dalla propria compagnia assicurativa, e non da quella del responsabile. Una svolta nella logica di liquidazione dei danni.
A distanza di quasi vent’anni, il bilancio è deludente. Uno dei nodi critici individuati dalle autorità riguarda il meccanismo di compensazione tra compagnie, regolato da forfait fissi annui stabiliti da una stanza di compensazione. Un sistema che, secondo gli investigatori, non ha prodotto i risparmi attesi per gli automobilisti.

Il bonus-malus e le anomalie territoriali che penalizzano chi non ha mai causato un incidente
Il sistema bonus-malus nasce per incentivare la guida responsabile: chi non provoca incidenti ottiene riduzioni sul premio, chi causa sinistri subisce aumenti. Una logica in teoria meritocratica, che nella pratica mostra crepe significative.
Il problema centrale è che molti automobilisti con una classe assicurativa impeccabile si trovano a pagare premi più alti rispetto ad altre zone del paese. Il fenomeno è particolarmente acuto in aree come Napoli e Caserta, dove i rincari colpiscono anche chi non ha mai causato un sinistro. Una distorsione che mina la credibilità dell’intero impianto.
I numeri del settore: 33,9 milioni di veicoli assicurati e un costo medio sinistro che sale
I dati del 2025 fotografano un settore di grande dimensione e tensione crescente. In Italia risultano assicurati 33,9 milioni di veicoli, con 1,7 milioni di sinistri registrati nel corso dell’anno. Il costo medio per sinistro ha raggiunto i 5.160 euro, un valore che pesa direttamente sulla formazione dei premi e alimenta la spirale dei rincari.
È proprio su questa catena di causazione, dal costo dei sinistri alle tariffe finali, che l’indagine di Ivass e Antitrust punta a fare chiarezza, con l’obiettivo di capire se le disfunzioni strutturali del mercato stiano scaricando sugli automobilisti costi evitabili.
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