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Aston Martin Vantage S: V8 biturbo da 680 CV per la GT britannica più estrema

Niente ibrido, niente filtri: con 680 CV e trazione posteriore la Vantage S ridefinisce il concetto di GT ad alte prestazioni.
La lettera S nell’alfabeto di Gaydon non lascia spazio a interpretazioni: più prestazioni, più esclusività, meno compromessi. La nuova Aston Martin Vantage S porta questa filosofia alle estreme conseguenze con un assetto rivisto in ogni dettaglio, un motore V8 biturbo spinto fino a 680 CV e una scelta controcorrente che oggi suona quasi provocatoria: niente elettrificazione, niente motori aggiuntivi, niente batterie. Solo benzina e aria compressa da due turbocompressori.
Dinamica al limite: il vero carattere della S si svela sull’asfalto
Per capire cosa distingue questa vettura dalla Vantage standard, basta percorrere qualche chilometro sulle strade delle Langhe, intorno a Barolo: un fondo non sempre perfetto che mette subito a nudo il carattere della S. Premere l’acceleratore, anche senza particolare decisione, basta per far scivolare le ruote posteriori da 21 pollici con pneumatici Michelin Pilot Sport 5 S in misura 325/30. L’E-Diff a controllo elettronico interviene, ma il tutto si consuma in modo fulmineo, non progressivo.

Questo comportamento è la conseguenza diretta di scelte progettuali precise. Il sottotelaio posteriore, che ospita le sospensioni Multilink e il cambio ZF, è collegato rigidamente alla scocca senza alcun supporto in gomma. Gli ammortizzatori adattivi Bilstein DTX hanno ricevuto tarature e logiche di controllo riviste, la barra antirollio posteriore è irrigidita del 10% e geometrie come convergenza, campanatura e incidenza sono calibrate esclusivamente per questo modello. L’obiettivo dichiarato dai tecnici: un avantreno più incisivo e risposte più rapide, mantenendo coerenza tra i due assi. Le modalità Sport+ e Track (la Normal non è prevista) sono le uniche in grado di far emergere tutto il potenziale della S.
Un abitacolo pensato per chi guida, non per chi viaggia
Aprire la porta a cigno e accomodarsi a bordo richiede una certa disinvoltura: i sedili a guscio in fibra di carbonio, con fianchetti altissimi e privi di rivestimento, impongono movenze quasi acrobatiche. Non sono pensati per il comfort, ma per trasmettere ogni informazione che arriva dall’asfalto senza alcun filtro.
L’ambiente è dominato da Alcantara e fibra di carbonio: il materiale composito riveste plancia, tunnel centrale e i sedili stessi, mentre il volante offre una presa in Alcantara. Il messaggio estetico è coerente con quello dinamico: questa è una macchina da guida, non una GT da crociera.

Il V8 che non si scusa con nessuno
Il motore è un V8 biturbo di derivazione AMG, profondamente rilavorato dai tecnici di Aston Martin: 680 CV a 6.000 giri e 800 Nm di coppia erogati in modo uniforme tra i 2.000 e i 5.000 giri. Il cambio automatico ZF a 8 rapporti gestisce la potenza con scalate ancora più rapide rispetto alla versione base. I numeri parlano chiaro: 0-100 km/h in 3,4 secondi e velocità massima di 325 km/h.
La prima accelerazione a fondo lascia stupefatti non tanto per l’allungo, quanto per la forza bruta con cui il corpo viene compresso contro il sedile. Anche al minimo, la colonna sonora del V8 ha una qualità intrinseca difficile da descrivere, arricchita dagli scoppiettii in rilascio che accompagnano ogni scalata. Di fronte a rivali come la Ferrari Amalfi e la Porsche 911 Turbo S, la Vantage S risponde con un’identità sonora e meccanica che nessun powertrain ibrido potrebbe replicare.
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