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Ferrari Luce: ecco chi sono i designer del “flop” di Maranello

Jony Ive e Marc Newson, i designer di Apple e sedie dietro la Ferrari Luce: perché Maranello ha scelto LoveFrom per la sua prima elettrica.
La Ferrari Luce è già al centro di un acceso dibattito prima ancora di arrivare nelle concessionerie. La prima vettura completamente elettrica del marchio di Maranello, firmata dai designer Jony Ive e Marc Newson attraverso il collettivo californiano LoveFrom, ha scatenato reazioni durissime sui social, preoccupato gli investitori e persino spinto l’ex presidente Luca Cordero di Montezemolo a chiedere pubblicamente la rimozione del logo dal cofano.
Con un prezzo di listino fissato a 550.000 euro e un’estetica lontana dalla tradizione italiana, la Luce si candida a diventare uno degli esperimenti più discussi nella storia del Cavallino rampante.
I designer che hanno ridisegnato l’identità di Maranello
La scelta di affidare il progetto a due creativi privi di esperienza nel settore automobilistico ha fatto discutere quanto e forse più dell’assenza del motore termico. Sir Jony Ive, designer britannico diventato celebre per aver plasmato l’estetica di Apple negli anni del rilancio targato Steve Jobs, ha legato il proprio nome a prodotti iconici come iPhone, iPad, iPod, Apple Watch e persino all’Apple Park. Nel 2019 ha lasciato Cupertino per fondare LoveFrom, collettivo con sede a San Francisco operativo inizialmente senza nemmeno un sito web.
Al suo fianco lavora l’australiano Marc Newson, designer industriale noto soprattutto per il mondo dell’arredamento e degli oggetti di uso quotidiano, dall’aviazione agli accessori per la casa. Lo stesso Newson, in un’intervista a Esquire, ha ammesso senza giri di parole la complessità della sfida: “Se qualcuno ti dice che una Ferrari deve avere quattro porte e cinque posti, non è esattamente il punto di partenza più semplice”.

Un processo di “reciproca educazione” tra LoveFrom e il Cavallino
Newson descrive la collaborazione con Maranello come un’esperienza inedita e costruttiva: “È stato privo di tensioni. Ferrari ha capito molto presto che c’era un vantaggio nel guardare fuori dalla propria comfort zone, fuori dall’ambito automobilistico e persino fuori dal proprio reparto design”.
Il designer australiano ha poi aggiunto: “È stato un processo di reciproca educazione: loro che insegnavano a noi e noi che insegnavamo a loro i diversi modi in cui affrontiamo e risolviamo i problemi come industrial designer. Nonostante abbiamo esperienze trasversali dall’arredamento all’aviazione, possiamo infatti dire che il nostro background non è automobilistico”. Una dichiarazione che, inevitabilmente, ha alimentato ulteriori polemiche tra gli appassionati.
Borsa, prezzi e colori: tutti i segnali di un esperimento isolato
Le perplessità non riguardano solo l’estetica. Il giorno della presentazione, il titolo Ferrari in Borsa ha perso l’8,37%, con analisti e investitori preoccupati soprattutto per il prezzo di listino da 550.000 euro, giudicato eccessivo persino per una supercar del segmento più esclusivo. Anche il mondo dello sport motoristico ha commentato: Flavio Briatore, figura storica della Formula 1, ha ironizzato affermando che almeno un’auto con quella foggia non sarà mai copiata dai produttori cinesi.
A rafforzare l’idea di un progetto volutamente fuori dagli schemi contribuisce anche la palette cromatica adottata: nessuna traccia del rosso Ferrari, da sempre simbolo del marchio. L’esemplare presentato al pubblico indossa la livrea blu, mentre al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato consegnato un esemplare bianco. Dal design al prezzo, passando per i colori, la Ferrari Luce sembra più un esperimento di confine che il punto di partenza di una nuova era elettrica per il marchio di Maranello.
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