News
Volkswagen-Cina: il colosso tedesco smentisce le trattative

Blume smentisce le trattative con i cinesi sugli impianti, ma il nodo della sovraccapacità produttiva europea resta tutto da risolvere.
Il consiglio di fabbrica di Volkswagen è passato al contrattacco. La presidente Daniela Cavallo ha chiesto con forza di mettere fine alle voci sul destino degli stabilimenti tedeschi, denunciando pubblicamente l’impressione che il gruppo debba essere “salvata” e invitando la dirigenza a concentrarsi sul successo dei prodotti piuttosto che su un dibattito continuo su chiusure o utilizzi alternativi delle sedi industriali. Lo sfondo è quello dell’assemblea generale dei lavoratori a Wolfsburg, svoltasi in un clima carico di tensione per il futuro degli impianti in Germania.
La cessione di Osnabrück e i tagli da record
Sul piano operativo, il gruppo ha dichiarato di aver abbattuto i costi medi di oltre il 20% nei propri stabilimenti nel corso dell’ultimo anno. In parallelo, è in corso la vendita dello stabilimento di Osnabrück a un potenziale acquirente legato al settore della difesa, segnale concreto della volontà di razionalizzare il portafoglio industriale.
È in questo contesto che l’amministratore delegato Oliver Blume ha smentito qualsiasi trattativa in corso con produttori cinesi per gestire la sovraccapacità degli impianti europei. Il tema, però, non è archiviato: Blume ha riconosciuto che affrontarlo resta indispensabile per preservare la competitività del gruppo sul lungo periodo.

Un modello industriale sotto pressione da anni
Il quadro attuale è il risultato di un percorso già avviato: tre anni di misure di austerità che hanno portato alla riduzione di 50.000 posti di lavoro in Germania, con interventi significativi anche sui marchi Audi e Porsche. A pesare sul settore sono il calo della domanda, la concorrenza internazionale sempre più intensa e utili in progressiva contrazione.
Blume ha inoltre escluso un ritorno ai volumi di vendita pre-pandemia in Europa, aprendo a una riflessione più ampia: il tradizionale modello fondato sull’esportazione dalla Germania verso il mondo è destinato a cambiare. La localizzazione produttiva nei mercati strategici, a partire dalla Cina dove Volkswagen opera tramite joint venture con partner locali, diventa una direttrice sempre più centrale nella strategia del gruppo.
Clicca qui per iscriverti al nostro canale Telegram
Clicca qui per mettere "mi piace" alla nostra pagina Facebook
Riproduzione riservata © - MM














