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Scandalo patenti: licenze rinnovate senza visite mediche

La GdF smantella un sistema fraudolento per il rinnovo delle patenti: sotto inchiesta medici, autoscuole e agenzie.
La Guardia di Finanza ha portato alla luce un presunto sistema illecito per il rinnovo delle patenti di guida in Puglia, aprendo un’inchiesta che ha investito quattro province. Nel mirino degli investigatori sono finiti 102 automobilisti, insieme a titolari di autoscuole, agenzie di pratiche auto e un medico certificatore, tutti sospettati di aver aggirato i controlli psicofisici previsti per legge. L’indagine, nata da una segnalazione nel Brindisino e successivamente allargata a Lecce, Taranto e Bari, delinea una rete strutturata che avrebbe trasformato un obbligo di sicurezza in una mera formalità burocratica.
Il meccanismo fraudolento al centro dell’inchiesta
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il sistema poggiava sulla presunta compiacenza di un medico certificatore e di alcuni intermediari del settore automobilistico. Le visite mediche obbligatorie, previste per legge prima del rinnovo della patente, sarebbero state sistematicamente omesse oppure registrate solo formalmente, permettendo il rilascio dei certificati necessari in assenza di qualsiasi accertamento reale sulle condizioni psicofisiche dei guidatori.
Il vantaggio per le strutture coinvolte era duplice: tempi di gestione ridotti e un volume più alto di pratiche evase, con evidenti ricadute economiche. Ma il beneficio immediato per autoscuole e agenzie si sarebbe tradotto in un grave rischio per la sicurezza della circolazione stradale, consentendo a persone potenzialmente non idonee alla guida di circolare con patente in regola.

I 102 indagati e le ipotesi di reato contestate
Il secondo filone investigativo riguarda direttamente gli automobilisti coinvolti. I 102 indagati, residenti nelle province di Brindisi, Lecce, Taranto e Bari, avrebbero consapevolmente beneficiato del sistema per ottenere il rinnovo della patente senza sottoporsi alla visita medica prevista. Le ipotesi di reato contestate spaziano dal falso ideologico alla truffa, fino a eventuali responsabilità per concorso con i professionisti accusati.
L’attività investigativa si concentra ora sull’analisi della documentazione sequestrata e sull’esame dei flussi di pratiche gestite dalle agenzie finite nel mirino degli inquirenti, con l’obiettivo di ricostruire la piena portata del fenomeno e identificare eventuali ulteriori soggetti coinvolti.
Un fenomeno già noto a livello nazionale
Il caso pugliese non è isolato nel panorama italiano. Indagini analoghe condotte in passato in diverse regioni hanno portato alla scoperta di migliaia di certificati medici falsi o irregolari, con reti che coinvolgevano professionisti sanitari e operatori del settore automobilistico in sistemi di falsificazione sistematica dei controlli psicofisici previsti per il rinnovo della patente.
Le indagini della Guardia di Finanza sono in corso per definire l’esatta estensione della rete salentina e verificare eventuali ulteriori responsabilità tra professionisti sanitari e intermediari. Il caso riapre il dibattito sull’efficacia dei controlli legati all’idoneità alla guida e sulla necessità di sistemi di verifica più robusti, capaci di contrastare prassi che mettono a rischio la sicurezza di tutti gli utenti della strada.
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