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Il “colpo della chiavetta”: ecco come svuotano un’auto senza scassinarla

Nei parcheggi di centri commerciali e autogrill dilaga una tecnica low-tech che inganna la centralina: i segnali da non ignorare.
Nei parcheggi di supermercati, centri commerciali e autogrill si sta diffondendo un metodo di furto sempre più frequente che non richiede tecnologia sofisticata né violenza: basta un oggetto minuscolo infilato nella maniglia di una portiera per neutralizzare l’intera chiusura centralizzata. Il cosiddetto “colpo della chiavetta” non lascia tracce di scasso, non rompe vetri e lascia l’automobilista convinto di aver chiuso il veicolo correttamente. Il risultato, però, è un abitacolo accessibile e spesso svuotato di oggetti di valore.
Come un oggetto piccolo blocca un intero sistema di sicurezza
Il meccanismo alla base di questo furto è puramente fisico, senza alcun componente elettronico. Il malintenzionato approfitta di un momento di distrazione per inserire una moneta, una chiavetta o un sottile spessore di plastica sotto la maniglia di una portiera, di solito quella del passeggero o una delle posteriori, posizioni meno visibili al conducente.
Quell’oggetto mantiene la maniglia in posizione leggermente sollevata, anche solo di pochi millimetri. Quando il proprietario aziona la chiusura centralizzata allontanandosi, la centralina elettronica dell’auto interpreta quella maniglia come parzialmente aperta e, a seconda del modello, impedisce il blocco della portiera interessata o addirittura riapre tutte le serrature dopo averle chiuse. A quel punto, per il ladro in attesa, è sufficiente avvicinarsi e aprire la portiera.

Quali auto sono più vulnerabili e quali meno
Non tutti i veicoli reagiscono allo stesso modo a questa interferenza meccanica. I modelli più recenti dispongono spesso di segnali di avvertimento specifici: un doppio colpo di clacson, un lampeggiante con ritmo diverso dal solito o la chiusura selettiva delle altre portiere con isolamento del problema. Chi guida un’auto di ultima generazione ha quindi strumenti aggiuntivi di allerta.
I veicoli più datati o equipaggiati con sistemi di chiusura centralizzata meno evoluti rimangono invece esposti in modo più diretto, con l’intero abitacolo potenzialmente accessibile. In entrambi i casi, affidarsi al solo “clack” della chiusura non è sufficiente a garantire la sicurezza del veicolo.
Le abitudini pratiche che azzerano il rischio
Difendersi da questa tecnica non richiede dispositivi aggiuntivi né spese extra: bastano pochi secondi di attenzione prima di allontanarsi dall’auto. Il primo accorgimento è il controllo visivo delle portiere, soprattutto sul lato passeggero. Il secondo, ancora più efficace, è tirare manualmente una delle maniglie per verificare che la chiusura sia realmente avvenuta.
Altrettanto utile è prestare attenzione ai segnali dell’auto: se le frecce non lampeggiano nel modo consueto o gli specchietti non si ripiegano, qualcosa ha impedito la corretta chiusura. Da tenere a mente anche che questi furti avvengono spesso in coppia, con i complici che osservano la vittima da vicino nei grandi parcheggi. Se al ritorno si nota un oggetto incastrato nella maniglia o si trova la portiera aperta, la scelta corretta è non toccare nulla e contattare immediatamente le forze dell’ordine, per non compromettere eventuali prove utili alle indagini.
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