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I problemi dell’auto elettrica secondo gli automobilisti

Cresce l’interesse per i veicoli elettrici, ma prezzi alti, infrastrutture sconosciute e dealer silenti frenano gli acquisti effettivi.
Le concessionarie americane hanno smesso di fare informazione sull’elettrico. È uno dei dati più preoccupanti emersi dall’ultimo sondaggio di J.D. Power, e contribuisce a spiegare uno dei paradossi più evidenti del mercato automotive statunitense: mentre l’interesse dei consumatori verso i veicoli elettrici cresce di mese in mese, le vendite effettive continuano a scendere. Nel 2026, la quota di mercato delle elettriche si attesta tra il 6 e il 7%, in calo rispetto all’8% registrato nel biennio precedente.
Dealer in ritirata proprio quando servirebbero di più
Secondo Brent Gruber, direttore esecutivo della divisione EV di J.D. Power, dopo la fine del credito d’imposta federale i dealer hanno progressivamente ridotto l’attività di comunicazione verso i clienti indecisi. Un passo indietro che arriva nel momento peggiore: senza agevolazioni fiscali, il ruolo educativo delle concessionarie sarebbe ancora più determinante per trasformare la curiosità in acquisto.
“Bisogna conciliare i due aspetti: perché così tante persone sono interessate a questi prodotti, ma così poche li acquistano davvero?”, si chiede Gruber. La risposta passa anche da questo vuoto informativo.

Interesse in crescita, ma il prezzo resta un muro
Il sondaggio condotto da J.D. Power ad aprile racconta comunque una storia sorprendente: il 26% degli intervistati si dichiara “molto propenso” a valutare un’auto elettrica, tre punti percentuali in più rispetto al mese precedente. La quota di chi esclude categoricamente l’opzione è scesa al 18%, con un calo di quattro punti.
“Sinceramente sono un po’ sorpreso dal livello di interesse dopo la fine del credito d’imposta federale”, ha dichiarato Gruber. “In questo periodo abbiamo visto che l’interesse non è diminuito e, in molti casi, è addirittura aumentato.”
A favorire questo clima contribuisce il prezzo della benzina, salito oltre i 4,5 dollari al gallone rispetto ai meno di 3 dollari precedenti alla crisi iraniana: un livello rimasto alto abbastanza a lungo da modificare stabilmente la percezione degli automobilisti. L’ostacolo principale all’acquisto, però, rimane il costo del veicolo, aggravato proprio dall’eliminazione degli incentivi. I giovani, la fascia più interessata all’elettrico, sono anche quella con minore disponibilità economica.
Autonomia e colonnine: paure più grandi della realtà
Quasi tre quarti degli automobilisti restii all’acquisto dichiara di volere almeno 500 miglia di autonomia (circa 805 km) prima di considerare un veicolo elettrico. Un requisito difficile da giustificare considerando che il guidatore americano medio affronta solo due o tre viaggi lunghi all’anno, solitamente tra le 200 e le 300 miglia. L’ansia da autonomia, peraltro, tende a ridursi significativamente dopo l’acquisto effettivo.
Analoga distorsione riguarda le infrastrutture di ricarica: molti intervistati condizionano l’acquisto alla presenza di colonnine entro 50 miglia l’una dall’altra, una soglia già ampiamente raggiunta in gran parte degli Stati Uniti. “Le colonnine pubbliche sono ovunque, ma gli automobilisti non lo sanno”, sottolinea Gruber. Un gap di percezione che, senza un’informazione capillare, difficilmente si colmerà da solo.
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