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Bollo auto 2026: tutto quello che c’è da sapere per pagare meno

Le regole del bollo auto cambiano ancora: ecco chi non paga, chi paga meno e perché la regione di residenza può fare la differenza.
Il bollo auto è una delle voci fiscali che ogni anno mette alla prova la pazienza degli automobilisti italiani, ma il 2026 porta con sé un quadro normativo più articolato del solito. Le variabili in gioco sono numerose: il tipo di alimentazione del veicolo, la data di immatricolazione, la presenza di disabilità nel nucleo familiare e, non ultima, la regione in cui si risiede. Conoscere le regole significa evitare di pagare cifre non dovute o, al contrario, incorrere in sanzioni per mancato versamento.
Elettrici e ibridi: i vantaggi ci sono, ma con scadenze precise
Per le auto elettriche pure, la normativa nazionale prevede l’esenzione totale dal bollo per i primi cinque anni dalla data di prima immatricolazione. Superato questo periodo, la tassa non torna al livello ordinario: il proprietario beneficia comunque di una riduzione del 75%, versando quindi soltanto un quarto dell’importo standard.
Diverso il discorso per i veicoli ibridi, dove la situazione varia da regione a regione. Ogni amministrazione regionale decide in autonomia se concedere agevolazioni e per quanto tempo: alcune limitano il beneficio ai primi tre anni, altre lo modulano in base alla potenza del motore. Prima di qualsiasi acquisto o rinnovo, è fondamentale consultare il portale ACI della propria regione per conoscere le condizioni aggiornate.

Disabili: il nuovo criterio basato sulla potenza del veicolo
Tra le novità più rilevanti del biennio 2025-2026 spicca la revisione delle agevolazioni per persone con disabilità grave o per i familiari che le hanno fiscalmente a carico. Il parametro di accesso all’esenzione totale non è più legato esclusivamente alla cilindrata del mezzo: il nuovo riferimento è la potenza massima di 150 kW, soglia valida in particolare per i veicoli elettrici.
Un elemento tecnico da non sottovalutare riguarda l’intestazione del veicolo: l’esenzione si applica a un solo mezzo per nucleo e decade automaticamente in caso di cointestazione. Un dettaglio apparentemente burocratico, ma che può determinare l’obbligo o meno di pagare l’intera tassa.
Veicoli storici: serve il certificato, non basta l’età
Il 2026 conferma che l’anzianità del veicolo da sola non garantisce automaticamente sconti o esenzioni. Per le auto con più di trent’anni, l’esenzione dal bollo di possesso è totale: se il mezzo circola su strada, è dovuta soltanto una modesta tassa forfettaria di circolazione.
Per i veicoli tra i venti e i ventinove anni, la riduzione del 50% sull’importo ordinario è subordinata al possesso del Certificato di Rilevanza Storica, rilasciato da registri ufficiali come l’ASI, e alla sua annotazione sulla carta di circolazione. In assenza di questa documentazione, l’auto viene trattata fiscalmente come un modello recente, senza alcuna agevolazione.
Regione di residenza: perché due vicini possono pagare cifre diverse
Il bollo auto è un tributo regionale e questa distinzione spiega perché due automobilisti con lo stesso veicolo possono trovarsi a pagare importi sensibilmente diversi. Alcune regioni hanno costruito nel tempo un sistema di incentivi specifici: la Campania, ad esempio, prevede esenzioni temporanee per chi rottama un veicolo da Euro 0 a Euro 4 acquistando un’auto Euro 6 fino a 100 kW. Lombardia e Piemonte offrono invece condizioni più favorevoli per le auto a gas o elettriche rispetto alla media nazionale.
Un’altra leva di risparmio accessibile in molte regioni è la domiciliazione bancaria: scegliere l’addebito diretto sul conto corrente consente di ottenere uno sconto che va dal 10% al 15% sull’importo complessivo. Per verificare con precisione la propria posizione senza affidarsi al passaparola, lo strumento più affidabile resta il calcolatore online dell’ACI: inserendo la targa, il sistema incrocia i dati tecnici del veicolo con la normativa vigente nella regione di residenza, restituendo in tempo reale l’importo dovuto o l’eventuale diritto all’esenzione.
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