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Taglio accise carburanti: quanto pagherebbero gli italiani senza proroga

Il taglio delle accise sui carburanti scade il 1° maggio: senza proroga il diesel italiano diventerebbe il più caro d’Europa.
Il 25 maggio gli autotrasportatori italiani sono pronti a incrociare le braccia per un’intera settimana. Sullo sfondo, una scadenza che brucia: il 1° maggio cessa lo sconto di 24,4 centesimi al litro sulle accise dei carburanti voluto dal governo Meloni. Se non arriverà una proroga, il gasolio italiano diventerà il più caro di tutta Europa, con conseguenze immediate per i trasporti, le imprese e i cittadini. Le strade percorribili sono strette, perché a Bruxelles la porta della flessibilità di bilancio appare quasi chiusa.
Lo sciopero degli autotrasportatori e le parole dure di Salvini
Gli autotrasportatori sono tra le categorie più esposte ai rincari del gasolio, e per il 25-29 maggio hanno già convocato uno sciopero della durata di una settimana. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini conosce bene la posta in gioco: “Bloccare l’Italia per una settimana significa il caos, significa la paralisi, significa tornare ai tempi del Covid e chiudere. E io non voglio chiudere, quindi o l’Europa ci permette di aiutare o aiutiamo fregandocene di quello che ci dice l’Europa”.
Salvini ha confermato che una proroga del taglio delle accise è in discussione, ma ha subito aggiunto che non basterebbe: “Da solo non basta, perché il taglio delle accise sui bilanci delle aziende di autotrasporto non arriva”. Un’ammissione che apre la questione di quali strumenti aggiuntivi il governo potrebbe mettere in campo.

I vincoli europei e i 45 miliardi già spesi
Il nodo centrale è finanziario. Lo sconto sulle accise ha già pesato per circa 45 miliardi di euro sulle casse pubbliche italiane, e prorogarlo ulteriormente aggraverebbe conti già in equilibrio precario. La richiesta italiana di maggiore flessibilità nell’ambito del Patto di Stabilità e Crescita si è scontrata con una risposta fredda da parte di Bruxelles.
La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha ricordato che restano inutilizzati 95 dei 300 miliardi di euro stanziati per gli aiuti energetici tra Next Generation EU, fondi di coesione e fondo per la modernizzazione, aggiungendo che “abbiamo appena reso flessibile il quadro degli aiuti di Stato, anche per questo tipo di investimenti o sostegno nella situazione di crisi energetica, anche per l’intero prezzo dell’energia”. La sospensione del Patto di Stabilità sembra quindi fuori discussione: se vorrà procedere, l’Italia dovrà trovare le risorse in autonomia.
I numeri: senza proroga l’Italia batte tutti sul caro-diesel
I dati rendono evidente la portata del problema. Secondo le elaborazioni del Codacons, nella settimana tra il 13 e il 20 aprile, senza il taglio delle accise, il prezzo medio del gasolio in Italia avrebbe raggiunto 2,358 euro al litro, superando con ampio margine i Paesi attualmente più cari d’Europa: Paesi Bassi a 2,296 euro, Finlandia a 2,245 euro e Francia a 2,244 euro, secondo i dati della Commissione Europea.
Le stime del Sole 24 Ore confermano la traiettoria: senza sconto, il diesel toccherebbe 2,307 euro al litro, mentre la benzina si fermerebbe intorno a 1,981 euro al litro, poco sopra la media europea. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy aveva definito l’Italia “il Paese con la crescita più contenuta dei prezzi dei carburanti tra le principali economie europee”: un primato, chiarisce il Codacons, che esiste esclusivamente grazie allo sconto in scadenza.

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