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Boom elettrico: l’Europa cambia marcia dopo il conflitto in Iran

La crisi petrolifera in Iran spinge gli europei verso l’auto elettrica: ricerche online in esplosione con picchi del 160% in Francia e +50% in Germania.
Il 28 febbraio potrebbe entrare nei libri di storia dell’automotive europeo. Da quando le tensioni allo Stretto di Hormuz hanno fatto impennare i prezzi dei carburanti a livelli record, gli automobilisti del continente hanno risposto in modo compatto e rapido: la ricerca di auto elettriche sui principali marketplace online è esplosa ovunque, con aumenti che vanno dal 20% fino al 160%, a seconda del paese. Un fenomeno che gli analisti del settore faticano a ricondurre a dinamiche passeggere, e che mette in discussione anni di resistenza culturale alla mobilità a batteria.
Un cambio di prospettiva sui costi: la svolta che nessuna campagna aveva ottenuto
Prima ancora dei numeri sulle ricerche, vale la pena fermarsi su un cambiamento di mentalità che questa crisi ha prodotto in modo inatteso. Guillaume-Henri Blanchet, vicedirettore generale di La Centrale in Francia, lo descrive come “una delle prime volte in cui i consumatori hanno davvero consapevolezza del costo totale di proprietà“: non più solo il prezzo di acquisto, ma l’insieme di manutenzione e rifornimento calcolato su anni di utilizzo. Con il diesel che sfiora i 2,50 euro al litro in Germania, accettare un prezzo di listino più alto in cambio di costi di esercizio contenuti è diventata una scelta razionale, non un atto di fede nella transizione verde.
È proprio questo il punto su cui insiste anche Ajay Bhatia, CEO di Mobile.de: “Ciò che la transizione energetica tedesca non è riuscita a fare, lo ha quasi fatto la realtà economica”. Un’osservazione che suona come una critica implicita a chi, per anni, ha scommesso sugli incentivi statali come leva principale per accelerare l’adozione dell’elettrico.

Dal record britannico all’Italia: i dati paese per paese
Nel Regno Unito, la SMMT ha certificato a marzo 86.120 immatricolazioni di auto puramente elettriche, crescita del 24,2% anno su anno e record assoluto. Dato ancora più significativo se si considera che si tratta di ordini effettuati mesi prima dello scoppio del conflitto, il che lascia intendere quanto possano essere rilevanti i numeri dei prossimi trimestri. Iain Read di Carwow, attiva anche in Spagna e Germania, parla di incrementi tra il 20 e il 30% nelle richieste di elettrico tra febbraio e marzo: “I consumatori hanno paura del caro vita e vogliono mantenere le bollette sotto controllo”.
Francia e Germania guidano per intensità della reazione: La Centrale registra un’esplosione del 160% nelle ricerche di veicoli a batteria, Mobile.de supera il +50% con la Volkswagen ID.3 in testa alle preferenze, sorretta dagli incentivi governativi da 6.000 euro rimessi in campo da Berlino. Per l’Italia, insieme ad Austria e Germania monitorata da AutoScout24, la crescita della domanda elettrica si attesta attorno al 40%, con benzina e diesel fermi o in calo: un segnale di discontinuità per un mercato che aveva sempre faticato a trovare il passo giusto sulla mobilità a batteria.
Il dibattito sul futuro: picco o struttura permanente?
La domanda che pesa sui costruttori, in particolare quelli che avevano premuto su Bruxelles per ammorbidire gli obiettivi sulle zero emissioni, è se questa ondata abbia basi solide. Le opinioni divergono. Bhatia propone una lettura equilibrata: “È un picco che si ridimensionerà, ma non tornerà ai livelli precedenti”, con la domanda destinata ad assestarsi su una nuova normalità sostenuta dal calo dei prezzi di listino delle BEV e dai progressi sulle infrastrutture di ricarica.
Ian Plummer di Autotrader adotta un tono più cauto, ricordando che gli shock petroliferi storici non hanno mai prodotto effetti strutturali sulle vendite di auto alternative: “C’è ancora lavoro da fare per convincere i consumatori che un’elettrica può davvero adattarsi al loro stile di vita”. Blanchet, però, chiude il dibattito con un’immagine efficace: “Questa crisi lascerà delle cicatrici sui consumatori”. Cicatrici che ogni settimana, al distributore, il display della pompa di benzina provvede a rinfrescare.
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