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Prestare l’auto ad amici e parenti: ecco cosa dice il Codice della Strada

Tra obblighi di registrazione, polizze assicurative e responsabilità sulle multe: le regole da conoscere per non incorrere in sanzioni.
Cedere le chiavi della propria vettura a chi ne ha bisogno è un gesto comune, ma dietro a questa abitudine si nascondono norme precise che molti conducenti ignorano. La legislazione italiana distingue il prestito occasionale da quello prolungato, fissa scadenze precise, prevede eccezioni per i familiari e impone verifiche sul tipo di polizza stipulata. Non conoscere queste regole può tradursi in sanzioni superiori ai 700 euro, rivalse assicurative o persino nella perdita di punti sulla patente del proprietario del veicolo.
La soglia dei 30 giorni e gli obblighi di legge
Il punto di riferimento normativo è l’Articolo 94, comma 4-bis del Codice della Strada, che stabilisce una distinzione chiara basata sulla durata del prestito. Entro i trenta giorni, il passaggio di un veicolo a un’altra persona è considerato occasionale: non occorre alcuna comunicazione formale né formalità burocratiche, a condizione che il guidatore sia in possesso di una patente valida per la categoria del mezzo.
La situazione cambia radicalmente quando l’utilizzo supera il mese. Se una persona non convivente usa il veicolo in modo esclusivo e continuativo per più di trenta giorni, il proprietario è obbligato ad annotare il nome dell’utilizzatore sulla Carta di Circolazione. In assenza di questa annotazione, un controllo su strada può comportare il ritiro del libretto e una multa che supera abbondantemente i 700 euro.
Familiari conviventi: una deroga importante
La legge prevede un’eccezione rilevante per i nuclei familiari, introdotta dalla Circolare del Ministero delle Infrastrutture n. 23743/2014. I familiari conviventi sono esonerati dall’obbligo di registrazione, indipendentemente dalla durata del prestito: un figlio che abita sotto lo stesso tetto può guidare l’auto dei genitori per mesi senza alcun adempimento amministrativo.

Il criterio discriminante è la residenza anagrafica, non il grado di parentela. Un figlio che si è trasferito altrove e ha aggiornato la propria residenza è considerato, dal punto di vista legale, un soggetto terzo. In questo caso, se utilizza il veicolo per più di trenta giorni consecutivi, si rendono necessari i passaggi burocratici presso la Motorizzazione.
La polizza assicurativa: il dettaglio che può fare la differenza
Essere in regola con il Codice della Strada non garantisce automaticamente la copertura assicurativa. Le compagnie distinguono tra tre tipi di contratto, ciascuno con implicazioni diverse. La Guida Libera consente a chiunque di mettersi al volante ed è l’opzione più indicata per chi presta frequentemente il proprio mezzo. La Guida Esperta limita la conduzione a chi ha superato una certa soglia d’età, solitamente 23 o 26 anni: prestare l’auto a un neopatentato in questo contesto espone il proprietario al rischio di rivalsa da parte dell’assicurazione, che può richiedere il rimborso dei danni liquidati.
Il caso più critico riguarda la Guida Esclusiva, che riserva l’utilizzo del veicolo al solo intestatario. In presenza di questa clausola, qualsiasi prestito a terzi rischia di annullare completamente la copertura in caso di sinistro. Prima di cedere le chiavi, è quindi indispensabile leggere con attenzione il proprio contratto.
Multe e punti patente: le responsabilità del proprietario
Se il veicolo prestato viene ripreso da un autovelox o da una telecamera di controllo, il verbale recapitato al proprietario attiva il meccanismo della responsabilità in solido previsto dall’Articolo 196 del Codice della Strada. Sul piano economico, se il guidatore non provvede al pagamento, l’obbligo ricade sul titolare del mezzo.
Per quanto riguarda i punti della patente, il sistema funziona in modo differente: non vengono decurtati automaticamente al proprietario. Quest’ultimo riceve una comunicazione con cui è invitato a dichiarare, entro 60 giorni, i dati di chi si trovava effettivamente alla guida. Omettere questa comunicazione non comporta la perdita di punti, ma genera una seconda sanzione autonoma che si aggira intorno ai 300 euro. Prima di consegnare le chiavi, infine, è buona norma verificare la validità della patente del guidatore e valutare l’opportunità di inserire nel cruscotto una delega scritta firmata, utile in caso di controlli di routine, soprattutto per spostamenti fuori città o all’estero.
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