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Italia, sicurezza stradale: calano le vittime, ma i target europei sono lontani

Nel 2025 i decessi sulle strade europee scendono a 19.400, con l’Italia a 49 morti per milione: un miglioramento reale, ma ancora insufficiente.
In tutta l’Unione europea le strade hanno ucciso 19.400 persone nel 2025, 580 in meno rispetto all’anno precedente. I dati preliminari della Commissione europea mostrano un calo generalizzato, raggiunto nonostante la crescita del traffico e dei chilometri percorsi. Eppure, il traguardo intermedio fissato dalla strategia “Vision Zero”, dimezzare morti e feriti gravi entro il 2030, resta ancora fuori portata per molti Paesi, Italia compresa.
Chi guida e chi frena il miglioramento in Europa
Le differenze tra gli Stati membri sono molto marcate. Estonia (-38%), Grecia (-22%) e Slovacchia (-13%) hanno registrato i cali più netti. Sul fronte opposto, Malta (+75%), Slovenia (+37%), Norvegia (+28%), Olanda e Austria (+13%) hanno visto aumentare le vittime. La Commissione indica Belgio, Bulgaria, Danimarca, Polonia e Romania sulla traiettoria giusta per il 2030, ma con un paradosso: Romania, Bulgaria e Croazia restano tra i Paesi con i tassi più elevati in assoluto, mentre Svezia e Danimarca si confermano i più sicuri con 20 e 23 decessi per milione di abitanti.

La media UE si è attestata a 43 morti per milione, il 3% in meno rispetto ai 45 del 2024, con una riduzione del 15% sul 2019 e del 16% sulla media 2017-2019. L’Italia segna 49 morti per milione, in calo del 4% annuo, del 9% sul 2019 e del 12% sul triennio di riferimento: progressi reali, ma insufficienti a colmare il divario con la media europea.
Dove e chi muore sulle strade
Le strade rurali sono le più letali: concentrano il 53% di tutti i decessi. Le urbane seguono con il 38%, le autostrade con l’8%. Nelle città, però, il profilo delle vittime cambia radicalmente: pedoni, ciclisti e conducenti di veicoli a due ruote rappresentano il 70% dei morti, una quota che mette in luce la fragilità degli utenti vulnerabili nel traffico urbano.
Sul piano demografico, gli uomini costituiscono il 77% delle vittime totali. Le fasce più esposte sono i giovani tra 18 e 24 anni e gli over 65. Guardando alle categorie: conducenti e passeggeri di auto pesano per il 44%, i motociclisti e ciclomotoristi per il 21%, i pedoni per il 18%, i ciclisti per il 9%. In crescita costante tra il 2021 e il 2024 i decessi legati ai monopattini elettrici, ancora all’1% del totale ma con un’accelerazione preoccupante. A questi numeri si aggiunge la stima della Commissione: per ogni vittima della strada ci sono circa cinque feriti gravi, circa 100.000 persone ogni anno in tutta l’UE.
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