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Lamborghini elettrica: Winkelmann spiega perché per ora è lontana

Lamborghini sposta il quarto modello al 2030 e sceglie l’ibrido plug-in: il suono del motore è ancora irrinunciabile per i clienti.
Nel lusso sportivo il motore si sente prima ancora di vederlo. È partendo da questa consapevolezza che Lamborghini ha ridisegnato la propria tabella di marcia per il futuro, annunciando il rinvio del modello a batteria e la scelta di un quarto veicolo ibrido plug-in, atteso per il 2030. A comunicarlo è stato Stephan Winkelmann, presidente e amministratore delegato del marchio, durante una tavola rotonda con la stampa italiana.
Un quarto modello riprogettato da zero
La nuova vettura manterrà la forma originariamente prevista: una gran turismo 2+2. Cambiano però tecnologia e tempistiche. L’elettrica pianificata per il 2028 richiedeva una piattaforma dedicata; il progetto ibrido su cui i tecnici stanno lavorando si fonda invece su un “concetto completamente nuovo“. Una distinzione tecnica rilevante riguarda anche l’architettura di propulsione: si tratterà di una ibrida plug-in, non di un’elettrica con range-extender.
Il debutto è fissato due anni dopo il lancio della Lanzador, collocandosi in piena coerenza con il percorso avviato dal piano industriale Direzione Cor Tauri, che aveva già introdotto la logica ibrida sull’intera gamma con Revuelto, Temerario e Urus.

Il suono come condizione imprescindibile
Winkelmann ha identificato nel motore termico il nodo centrale del problema. Nel segmento della supercar di lusso, l’acquisto non risponde a logiche puramente razionali: il marchio, il design e l’emozione alla guida pesano quanto le prestazioni oggettive, forse di più. Il suono del motore, in particolare, per la stragrande maggioranza dei clienti Lamborghini è “una conditio ‘sine qua non’, almeno attualmente”.
“L’innovazione deve andare a beneficio del cliente, perché quando si acquista una Lamborghini, si acquista un sogno. È importante che la tecnologia sia sì innovativa, ma anche necessaria e che il cliente la accetti”, ha precisato il manager. Un concetto che esclude l’elettrico dal presente, non necessariamente dal futuro: “Stiamo comunque lavorando per avere un’elettrica più in là nel tempo”.
Come è cambiato il sentiment della clientela
La svolta non è stata improvvisa. Winkelmann ha ricostruito un processo di analisi durato anni: al momento del lancio di Direzione Cor Tauri, i dati di mercato suggerivano una progressiva apertura all’elettrico anche nel segmento premium. “Le analisi di mercato che abbiamo fatto all’epoca ci dicevano che l’accettazione dell’elettrico, anche nel nostro segmento, sembrava andare in una direzione positiva”, ha dichiarato.
Il confronto diretto con la clientela ha poi restituito un quadro diverso. Molti acquirenti avevano nel frattempo provato veicoli elettrici, ricavandone “un’esperienza non all’altezza delle aspettative”. Le rilevazioni condotte tra il 2024 e il 2025 hanno confermato il cambio di rotta: “la curva dell’accettabilità nel nostro segmento non solo si è appiattita, ma si è abbassata”. La decisione definitiva è arrivata all’inizio del 2026.

Portafoglio ordini solido nonostante le incertezze globali
Sul piano commerciale, il 2026 si apre in un contesto di forte volatilità geopolitica. Dopo pandemia, carenza di chip, guerra in Ucraina e rallentamento del mercato del lusso in Cina, Lamborghini affronta ora le ricadute del conflitto in Medio Oriente, area che vale circa il 5% del fatturato totale e oltre 500 consegne annue. L’effetto di lungo periodo sul prezzo di petrolio e gas rimane incerto, e Winkelmann ha definito “prematuro” formulare proiezioni finanziarie per l’anno in corso.
A sostenere la stabilità del brand concorre però un portafoglio ordini strutturalmente robusto: i tempi di attesa per Urus, Revuelto e Temerario si attestano intorno a un anno. Nei prossimi mesi sono inoltre in arrivo diverse “derivate” degli attuali modelli, con appuntamenti chiave già fissati: Lamborghini Arena a Imola a maggio, Goodwood Festival of Speed a luglio, Monterey Car Week ad agosto e Art Basel Miami a dicembre.
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