News
Google Maps reinventa le mappe con l’AI

Le mappe di Google si trasformano con Gemini: arriva il copilota digitale che impara le preferenze del guidatore.
Dopo anni in cui la navigazione satellitare ha seguito schemi sostanzialmente invariati, impostare un indirizzo e seguire le indicazioni, Google Maps cambia approccio in modo radicale. L’integrazione con Gemini, il modello di intelligenza artificiale del colosso di Mountain View, ridisegna l’app su tre livelli distinti: la capacità di rispondere a domande complesse, la gestione intelligente dell’arrivo a destinazione e una rappresentazione visiva del percorso senza precedenti. Una trasformazione che riguarda sia chi usa Maps sullo smartphone, anche tramite Android Auto e Apple CarPlay, sia chi guida vetture con Google integrato direttamente a bordo.
Un assistente che capisce domande articolate
Il punto di partenza della nuova esperienza è Ask Maps, la funzione che permette di interrogare l’app in linguaggio naturale. Non più ricerche per categoria o parola chiave: l’utente potrà chiedere dove trovare un campo da tennis illuminato disponibile la sera stessa, o individuare un posto per ricaricare il telefono nelle vicinanze. Per rispondere, il sistema attinge a un archivio di oltre 300 milioni di luoghi e ai contributi di 500 milioni di utenti attivi.
L’app è progettata per costruire nel tempo un profilo delle preferenze personali di chi la usa. Un esempio concreto: a chi segue un’alimentazione vegana e cerca un ristorante equidistante tra due uffici diversi, Maps proporrà locali coerenti con quelle preferenze, con la possibilità di prenotare il tavolo direttamente dall’applicazione in pochi passaggi. Ask Maps è già attiva negli Stati Uniti e in India, su Android e iOS.

Arrivare senza girare a vuoto
Un aspetto spesso trascurato dai navigatori tradizionali è la gestione dell’ultimo miglio, quel tratto finale che separa il raggiungimento della destinazione indicata dall’effettivo ingresso nell’edificio cercato. Con la nuova versione, Maps mostrerà in anticipo immagini della zona, segnalerà l’ingresso corretto e indicherà le opzioni di parcheggio disponibili nelle immediate vicinanze, riducendo il rischio di soste inutili o percorsi ripetuti.
Sul fronte della scelta del percorso, l’app abbandonerà la logica del “itinerario unico ottimale” per presentare invece le alternative disponibili con i relativi compromessi: per esempio “preferite la strada più rapida ma col pedaggio o quella più lunga ma senza code?” Una modalità che restituisce al guidatore la decisione finale, fornendo le informazioni necessarie per prenderla.
La mappa diventa tridimensionale e trasparente
La novità visivamente più impattante è la Immersive Navigation: grazie all’analisi delle immagini di Street View da parte di Gemini, la mappa non sarà più una rappresentazione piatta del percorso, ma una riproduzione fedele dell’ambiente reale, con edifici, cavalcavia e conformazione del terreno ricostruiti in tre dimensioni. Corsie, strisce pedonali e semafori saranno visibili direttamente nella schermata di navigazione.
Per evitare che i palazzi nascondano la svolta successiva, il software li renderà “trasparenti” al momento opportuno. Cambierà anche il registro delle indicazioni vocali, che diventeranno più simili a quelle di un passeggero esperto: non più comandi secchi, ma frasi come “passa questa uscita e prendi la prossima per la statale”. La Immersive Navigation sarà disponibile prima sui veicoli con Google integrato, per poi estendersi nei mesi successivi ad Android Auto e Apple CarPlay.
Clicca qui per iscriverti al nostro canale Telegram
Clicca qui per mettere "mi piace" alla nostra pagina Facebook
Riproduzione riservata © - MM














