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Caro carburanti: no al taglio delle accise si va verso il bonus famiglie-imprese

Mentre opposizioni e consumatori chiedono interventi immediati sui prezzi, l’esecutivo attende il Consiglio europeo prima di decidere le misure definitive.
I rincari alla pompa seguiti alle tensioni militari tra Iran, Israele e Stati Uniti mettono sotto pressione il governo italiano. Prima ancora di annunciare misure concrete, l’esecutivo deve fare i conti con un dato scomodo: grazie all’aumento dei listini, le casse pubbliche incasserebbero oggi 9,5 milioni di euro in più al giorno rispetto a fine febbraio, poiché Iva e accise pesano per circa il 58% sul prezzo finale di benzina e gasolio. Mentre famiglie e imprese pagano il conto dell’instabilità internazionale, il gettito fiscale cresce.
Verso il Consiglio europeo: la decisione può attendere
Prima di muoversi in modo definitivo, il governo punta gli occhi sul Consiglio europeo di giovedì, da cui potrebbe uscire una linea condivisa tra i paesi membri per contenere i prezzi energetici. Il dossier potrebbe arrivare al prossimo Consiglio dei ministri, ma i ministeri non risultano ancora convocati per una riunione in settimana, rendendo probabile uno slittamento.
Il vicepremier Antonio Tajani non chiude del tutto a una revisione delle accise, indicando l’extragettito Iva come possibile strumento di compensazione, ma frena: occorre prima capire durata e portata della crisi. Un ostacolo concreto è che tale extragettito sarebbe quantificabile solo a fine mese, il che spiega in parte la cautela dell’esecutivo.

Il precedente Draghi e la linea di Urso sugli aiuti selettivi
Il ministro Adolfo Urso difende l’approccio selettivo richiamando il 2022: il taglio delle accise voluto da Mario Draghi costò circa un miliardo al mese, non riuscì a fermare l’inflazione e, secondo i rilievi dell’Ufficio di Bilancio della Camera, i benefici andarono prevalentemente ai ceti più abbienti. Da qui la preferenza per misure “compensative” rivolte a chi subisce i danni più pesanti: famiglie con Isee sotto i 15.000 euro, autotrasportatori e imprese esposte a bollette più alte e blocchi all’export, in coordinamento con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Il Codacons contesta questa lettura: sostiene che nel 2022 la riduzione della tassazione fece calare l’inflazione dal 6,5% al 6% e produsse un risparmio complessivo di circa 4 miliardi di euro per i consumatori. L’associazione stima inoltre in 16,5 milioni di euro al giorno il maggior esborso attuale degli automobilisti e chiede un intervento diretto sulle accise.
L’opposizione rilancia sulle accise mobili e sull’extragettito
La segretaria del Pd Elly Schlein attacca su entrambi i fronti: sul piano tecnico chiede di attivare subito le accise mobili, restituendo ai cittadini l’extra gettito incassato dallo Stato quando i prezzi superano determinate soglie; sul piano politico denuncia che “i giorni stanno scorrendo e gli italiani non vogliono pagare le guerre illegali di Trump e Netanyahu”. Una pressione che si somma a quella dei consumatori, con il Codacons che chiede misure strutturali e non semplici bonus una tantum.
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