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Caro carburante: il conflitto in Iran porta benzina e gasolio ai massimi

Il conflitto in Iran trascina benzina e gasolio ai massimi da anni: alla pompa si pagano prezzi record, le compagnie alzano i listini.
Gli automobilisti italiani si trovano già a pagare prezzi che non si vedevano da anni. Secondo i dati elaborati da Staffetta Quotidiana su circa 20.000 impianti comunicanti all’Osservatorio del MIMIT, il gasolio al self service ha raggiunto i massimi del 30 giugno 2022, attestandosi a 2,033 euro/litro, mentre la benzina tocca 1,816 euro/litro, valori allineati ai picchi del 3 marzo 2025.
Chi sceglie il servito paga ancora di più: verde a 1,952 euro/litro, gasolio a 2,167 euro/litro, con GPL fermo a 0,704 euro/litro, metano a 1,495 euro/kg e GNL a 1,235 euro/kg. Sulle autostrade i prezzi salgono ulteriormente: benzina a 1,905 euro/litro (2,160 al servito), gasolio a 2,096 euro/litro (2,353).
Le compagnie hanno già ritoccato i listini
Dietro questi numeri ci sono decisioni già prese dai principali operatori del settore. Q8 ha alzato i prezzi consigliati del gasolio di cinque centesimi al litro, Tamoil di tre, IP di due centesimi su entrambi i carburanti, Eni di un centesimo sul diesel.
Mosse che riflettono quanto accade a monte della distribuzione: i prodotti raffinati hanno registrato impennate significative sui mercati internazionali, con il gasolio arrivato a 1.200 dollari per tonnellata, livello che riporta all’ottobre 2022, e la benzina oltre i 1.000 dollari per tonnellata per la prima volta da settembre 2023.

La guerra in Iran come innesco della crisi energetica
La radice di tutto va cercata nel conflitto mediorientale. A quasi due settimane dall’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, i mercati petroliferi non hanno ancora trovato un nuovo equilibrio. Il petrolio Brent quota stabilmente oltre i 100 dollari al barile, una soglia che amplifica ogni tensione lungo la filiera e si scarica inevitabilmente sui prezzi finali.
Finché la situazione geopolitica resterà instabile, difficile attendersi un’inversione di tendenza sui prezzi alla pompa, con gli automobilisti italiani chiamati a sostenere costi crescenti su tutti i principali carburanti.
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