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Fumare in auto: ecco quando e vietato, cosa si rischia e le sanzioni previste

Fumare al volante non è sempre legale: ecco quando scatta la multa, cosa dice il Codice della Strada e come cambia la posizione dell’assicurazione.
Accendere una sigaretta al volante può costare una multa salata, compromettere un risarcimento assicurativo o persino configurare una responsabilità penale. In Italia non esiste un divieto generale di fumare in auto, ma la legge individua scenari precisi in cui il gesto diventa illecito. Tre sono i fronti da considerare: la tutela dei passeggeri vulnerabili, le norme sulla condotta di guida e le conseguenze in caso di sinistro.
La legge tutela minori e donne in gravidanza
Chi sale in auto con un bambino sotto i 18 anni o con una donna incinta non può fumare, punto. Lo stabilisce il decreto legislativo 6 del 2016, che ha rafforzato la legge 3 del 2003 estendendo il divieto anche agli spazi privati chiusi come l’abitacolo. Il veicolo fermo o in movimento non fa differenza, né conta chi tiene la sigaretta in mano.
Il motivo è fisico prima ancora che giuridico: in un volume ristretto come l’interno di un’auto, polveri sottili e composti cancerogeni raggiungono concentrazioni elevate in pochi minuti. Aprire il finestrino non basta, perché le particelle più fini si depositano su sedili, filtri e rivestimenti. Le sanzioni superano i cento euro e crescono al diminuire dell’età del minore presente a bordo.

Nessun divieto esplicito, ma il Codice della Strada si applica
In assenza di minori o donne incinte, fumare in auto non viola alcuna norma specifica. Eppure il rischio legale non scompare. L’articolo 141 del Codice della Strada impone al conducente di mantenere il controllo del veicolo in ogni momento: una regola generale che copre qualsiasi comportamento distraente, sigaretta inclusa.
Cercare il pacchetto nel cruscotto, azionare l’accendino, liberarsi di un mozzicone: sono gesti che occupano le mani e sottraggono attenzione alla strada, anche solo per un secondo. Se in quel secondo accade qualcosa, le forze dell’ordine possono contestare la violazione del dovere di guida attenta. In presenza di feriti, il confine tra sanzione amministrativa e responsabilità penale diventa sottile.
Come il fumo entra nel fascicolo assicurativo
La polizza RC auto copre i danni a terzi a prescindere da ciò che il conducente stava facendo al momento dell’incidente. Ma la copertura non è l’unica questione rilevante. Quando si tratta di stabilire le responsabilità, ogni elemento raccolto, dai verbali alle immagini delle telecamere, contribuisce alla ricostruzione della dinamica.
Se risulta che il conducente stava fumando, quel dettaglio entra nel fascicolo e pesa sulla valutazione della colpa. Nelle polizze facoltative come la kasko, le clausole di condotta imprudente possono ridurre o bloccare il rimborso. Nei casi più gravi, la compagnia può attivare azioni di rivalsa, soprattutto se il fumo si somma ad altre infrazioni. A lungo termine, un profilo di guidatore distratto incide anche sui premi assicurativi futuri.
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