News
Auto elettriche, l’Europa taglia gli incentivi ai modelli prodotti fuori dall’Ue

L’Europa stringe i criteri per gli incentivi alle auto elettriche aziendali: solo i veicoli prodotti nel Vecchio Continente potranno accedervi.
Il mercato delle auto elettriche aziendali in Europa potrebbe cambiare radicalmente a partire dal 2027. La Commissione europea ha messo sul tavolo l’Industrial Accelerator Act (IAA), una proposta di regolamento che subordina l’accesso agli incentivi statali all’acquisto di veicoli a emissioni zero a precise condizioni di origine europea dei componenti e del luogo di assemblaggio. Il testo è ora nelle mani di Europarlamento e Consiglio dell’Ue, che potranno accettarlo, bocciarlo o modificarlo.
Un sistema di soglie per definire il “made in Europe”
Il perimetro di applicazione del regolamento copre acquisto, leasing e noleggio di veicoli elettrici a batteria, ibridi plug-in e a idrogeno, a condizione che siano destinati ad appalti pubblici o a uso aziendale. Il criterio centrale è l’assemblaggio in territorio Ue, affiancato dall’obbligo che almeno il 70% dei componenti provenga da produttori europei.
Le batterie seguono regole distinte, data la dipendenza strutturale dall’industria asiatica: per gli accumulatori di trazione sarà sufficiente che almeno tre componenti principali delle celle e cinque legati a catodo e anodo rispettino i criteri Ue. Per la restante parte del powertrain elettrico, la soglia minima di origine europea è fissata al 50%.

Tesla e Kia fuori dai giochi, Renault e Volkswagen avvantaggiate
L’effetto più immediato riguarderebbe la geografia produttiva dei modelli più venduti. La Tesla Model 3, fabbricata a Shanghai, e la Kia EV3, assemblata in Corea del Sud, perderebbero l’accesso agli incentivi aziendali. Al contrario, vetture come la Renault 5 (Douai, Francia), la Volkswagen ID.4 (Zwickau ed Emden), la BMW iX1 (Regensburg) e persino la Tesla Model Y prodotta a Berlino resterebbero dentro i criteri.
Le posizioni dell’industria sono divise: Renault ha già espresso sostegno alla misura, mentre BMW e Mercedes temono reazioni commerciali da parte di Washington e Pechino. Sul fronte politico, Italia e Francia appoggiano apertamente l’iniziativa. “Finalmente l’Europa ci ascolta”, ha dichiarato il ministro Adolfo Urso durante un Question Time alla Camera.
Il meccanismo dei supercrediti per le piccole elettriche
L’IAA introduce anche norme specifiche per una categoria particolare di veicoli: le cosiddette e-car, ovvero auto elettriche con lunghezza massima di 4,2 metri. Per questi modelli è previsto un meccanismo di supercrediti che sovrastima il loro contributo alla riduzione delle emissioni, attribuendo un coefficiente di 1,3 invece di 1, con l’obiettivo di stimolarne la produzione su scala europea.
Per rientrare in questo schema premiale, i veicoli dovranno soddisfare due condizioni cumulative: essere assemblati nell’Ue e rispettare almeno uno dei requisiti sul contenuto locale, ossia il 70% di componenti europei oppure la presenza in batteria di almeno tre componenti specifici conformi ai criteri di origine Ue, comprese le celle.
Clicca qui per iscriverti al nostro canale Telegram
Clicca qui per mettere "mi piace" alla nostra pagina Facebook
Riproduzione riservata © - MM













