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Addio operai? BMW porta i robot umanoidi in fabbrica

I robot umanoidi entrano nelle fabbriche BMW: dal test americano di Spartanburg al primo progetto europeo a Lipsia.
Il BMW Group non si limita più a parlare di automazione: la mette in pratica con macchine che camminano, afferrano e imparano. Negli stabilimenti del gruppo bavarese stanno arrivando i robot umanoidi, capaci di operare fianco a fianco con i lavoratori in condizioni produttive reali. Il primo esperimento europeo è partito a Lipsia, dove il robot AEON di Hexagon Robotics è già impiegato in una fase di test. Non si tratta di fantascienza industriale, ma di un programma strutturato che il BMW Group porta avanti con metodo, dopo aver già raccolto dati preziosi negli Stati Uniti.
Cosa ha insegnato lo stabilimento americano di Spartanburg
Prima di sbarcare in Europa, la robotica umanoide ha già superato una prova sul campo concreta. Nel 2025, nello stabilimento di Spartanburg in South Carolina, il robot Figure 02 dell’azienda Figure AI ha lavorato per dieci mesi consecutivi su turni da dieci ore giornaliere, dal lunedì al venerdì. Il suo compito era preciso e fisicamente impegnativo: rimuovere e posizionare componenti in lamiera con millimetrica accuratezza per alimentare il processo di saldatura nella produzione della BMW X3.
I numeri del progetto parlano chiaro: oltre 90.000 componenti movimentati, circa 1,2 milioni di passi percorsi e più di 1.250 ore di funzionamento a supporto di una produzione che ha superato le 30.000 vetture. La scoperta forse più importante non è stata la quantità, ma la velocità di adattamento: le sequenze di movimento elaborate in laboratorio sono state replicate in ambiente produttivo reale molto prima di quanto stimato. Per garantire la sicurezza degli operatori, sono stati introdotti divisori fisici aggiuntivi e potenziata la copertura della rete 5G nell’area interessata.

Come BMW ha costruito le fondamenta per far funzionare i robot
Dietro l’ingresso dei robot umanoidi in fabbrica c’è un lavoro infrastrutturale che il BMW Group porta avanti da anni. Il punto di partenza è una piattaforma dati integrata che ha sostituito i vecchi sistemi isolati: oggi le informazioni circolano in modo coerente e standardizzato lungo l’intero sistema produttivo, dai gemelli digitali ai controlli qualità automatizzati, fino ai veicoli a guida autonoma per la logistica interna.
Questa base tecnologica è ciò che rende possibile la Physical AI, ovvero la combinazione tra intelligenza artificiale e macchine fisiche capaci di operare nel mondo reale. “La digitalizzazione rafforza la competitività della nostra produzione, in Europa e nel mondo. La sinergia tra competenze ingegneristiche e intelligenza artificiale apre possibilità del tutto nuove nei processi produttivi”, ha dichiarato Milan Nedeljković, membro del Consiglio di Amministrazione di BMW AG con responsabilità per la Produzione. Per consolidare il patrimonio di conoscenze accumulato, il gruppo ha istituito il “Center of Competence for Physical AI in Production”, una struttura dedicata alla valutazione, al test e all’espansione di queste tecnologie a livello globale.
Il robot AEON a Lipsia: come funziona e cosa farà in produzione
Il primo progetto pilota europeo con robot umanoidi vede protagonista AEON, sviluppato da Hexagon Robotics, divisione dell’azienda svizzera Hexagon già partner di lunga data di BMW nel campo della sensoristica e del software industriale. Presentato pubblicamente nel giugno 2025, AEON è progettato con un corpo antropomorfo modulare, in grado di montare pinze, utensili o dispositivi di scansione a seconda del compito, con la possibilità di spostarsi su ruote nell’ambiente di fabbrica.
Dopo una prima fase di valutazione teorica e una serie di test in laboratorio, nel dicembre 2025 AEON ha mosso i primi passi all’interno dello stabilimento di Lipsia. Una nuova fase di test è in programma da aprile 2026, con l’obiettivo di raggiungere la piena integrazione operativa prima dell’avvio del pilota vero e proprio, fissato per l’estate 2026. Le attività assegnate al robot riguardano l’assemblaggio delle batterie ad alta tensione e la produzione di componenti, attività ripetitive e fisicamente gravose che i robot umanoidi possono gestire alleggerendo il carico di lavoro del personale.
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