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Volkswagen Golf elettrica: quando potrebbe uscire il modello più atteso

Volkswagen ID. Golf, tutto quello che sappiamo sulla versione elettrica della berlina più famosa d’Europa.
L’attesa per una Golf a batteria si allunga ben oltre le previsioni iniziali. Tra una piattaforma tecnologica travagliata, un piano industriale in profonda revisione e un mercato dell’elettrico che non decolla come sperato, Wolfsburg si trova a ridisegnare tempi e priorità per uno dei lanci più simbolici della sua storia. Il quadro attuale parla di un arrivo non prima del 2028-2029, con molte variabili ancora aperte.
Un nuovo pianale nato da una partnership inattesa
Al centro del progetto c’è la piattaforma SSP, sigla che sta per Scalable Systems Platform: un’architettura a 800 volt pensata per raccogliere l’eredità della MEB e portare l’elettrificazione del gruppo a un livello superiore. Presentata nel 2021, la SSP ha accumulato anni di difficoltà legate soprattutto alla divisione software Cariad, rivelatasi un punto critico nell’esecuzione del piano tecnologico del gruppo.
La svolta è arrivata con un accordo siglato con il costruttore americano Rivian, che ha aperto una nuova strada per lo sviluppo congiunto della piattaforma. Sul fronte tecnico, la SSP introdurrà batterie cell-to-pack – più compatte e meno costose – e un’architettura informatica semplificata, con poche centraline ad alte prestazioni al posto di decine di moduli separati. La capacità di ricarica raggiungerà punte di 350-400 kW, mentre un nuovo sistema operativo proprietario (forse chiamato VW.OS) gestirà guida assistita e aggiornamenti da remoto.

Quando arriva e dove si colloca in gamma
Prima della ID. Golf, altri modelli occuperanno la SSP: in pole position ci sono la ID. Roc – erede elettrica della T-Roc – e probabilmente la nuova Audi A3. La Golf elettrica rimane più indietro, penalizzata dai piani di riduzione dei costi e dai lavori di riconversione dello stabilimento di Wolfsburg, dove la produzione era originariamente programmata.
Nel frattempo, Volkswagen ha cambiato il modo in cui battezzerà i suoi futuri modelli a zero emissioni: via i numeri, dentro i nomi storici. La ID. Polo, la ID. Cross, la futura ID. Tiguan seguono questa logica. La ID. Golf, quando arriverà, potrebbe sostituire l’attuale ID.3, che prima di uscire di scena riceverà un restyling significativo entro fine anno, garantendo continuità di offerta fino al cambio generazionale.
Versioni sportive, motore termico e orizzonte temporale
Nonostante l’incertezza sui tempi, Volkswagen ha già tracciato la mappa delle varianti: oltre alla versione base, la ID. Golf debutterà in una declinazione GTI con motore singolo e trazione anteriore, e in una R con doppio motore e trazione integrale. Nessun dettaglio tecnico definitivo per ora, ma la volontà di mantenere viva l’identità sportiva del modello è chiara.
Sul versante termico, il CEO Thomas Schäfer ha dichiarato che la Golf Mk8.5 potrebbe restare in produzione “almeno fino al 2035“, riflettendo un cambio di rotta più ampio rispetto alla corsa all’elettrico puro. I ritardi sull’ID. Golf potrebbero anche bloccare il trasferimento della produzione a combustione interna in Messico, un’operazione che era stata pianificata per liberare capacità a Wolfsburg in vista della transizione elettrica.
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