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Toyota, brutte notizie: le portiere si aprono da sole, oltre 140mila auto richiamate

Maxi richiamo per Toyota: le portiere posteriori si aprono da sole durante la marcia per colpa dell’acqua che infiltra gli interruttori elettronici.
La casa automobilistica giapponese ha avviato una campagna di richiamo che coinvolge 141.286 veicoli tra versioni ibride e plug-in hybrid costruite dal 2023 al 2026. Le portiere posteriori possono sbloccarsi improvvisamente mentre l’auto è in movimento, creando una situazione di pericolo per i passeggeri. La causa risiede nelle infiltrazioni d’acqua che provocano cortocircuiti negli interruttori elettronici del sistema di chiusura. Un problema di sicurezza che colpisce proprio il modello celebrato per il suo design rinnovato e più attraente rispetto alle generazioni precedenti.
Le guarnizioni difettose che permettono l’ingresso dell’acqua
Il malfunzionamento nasce da un cedimento progressivo delle guarnizioni che dovrebbero isolare gli interruttori elettrici montati sulle portiere posteriori. Le continue variazioni di temperatura a cui sono sottoposti questi componenti ne causano il deterioramento, compromettendo la loro capacità di tenuta. Quando l’acqua riesce a penetrare, si innesca un cortocircuito che comanda lo sblocco della portiera.
I lavaggi automatici costituiscono un momento particolarmente critico, ma anche la pioggia abbondante o gli spruzzi intensi possono scatenare il problema. I detergenti presenti nell’acqua rendono ancora più probabile il corto circuito. La NHTSA ha ricevuto da Toyota l’informazione che certi comportamenti degli automobilisti peggiorano la situazione: chiudere con troppa energia le portiere accelera il degrado delle guarnizioni e facilita le infiltrazioni.

Tre versioni del modello sotto osservazione
La campagna di richiamo riguarda la Prius ibrida standard per 102.515 esemplari fabbricati tra il 2023 e il 2026. Si aggiunge la Prius Prime PHEV con 23.243 unità degli anni modello 2023 e 2024. Completano il quadro 15.528 auto della Prius Plug-in Hybrid 2025-2026, che corrisponde allo stesso veicolo con una denominazione differente. Altri modelli del marchio Toyota o Lexus non sono toccati dal problema perché il sistema elettronico di chiusura delle portiere posteriori è stato installato esclusivamente sulla Prius.
Un elemento particolare emerge dal rapporto inviato alla NHTSA: la percentuale di difettosità indicata come “1%” non rappresenta una cifra effettiva. Quando compilano i documenti ufficiali, le case automobilistiche devono inserire un numero intero e il valore “1” costituisce un codice per dire “non determinato”. La casa nipponica al momento ignora quante delle oltre 141.000 auto richiamate abbiano realmente il difetto.
L’intervento tecnico e le tempistiche per i proprietari
Le concessionarie modificheranno i circuiti elettrici delle portiere posteriori su entrambi i lati. L’obiettivo è impedire che un eventuale cortocircuito dell’interruttore possa azionare l’apertura. La garanzia di fabbrica coprirà l’intervento per la quasi totalità dei veicoli interessati. Chi avesse già fatto riparare il problema a proprie spese potrà chiedere il rimborso dell’importo sostenuto.
Le concessionarie sono state allertate dal 28 gennaio, ma le lettere ai proprietari partiranno solo dal 15 marzo. L’invio delle comunicazioni si completerà nell’arco di circa due settimane, quindi prima della fine del mese. Chi guida una Prius degli anni coinvolti dovrebbe nell’attesa controllare con attenzione il funzionamento delle portiere posteriori, evitare di sbatterle e assicurarsi che si chiudano bene dopo ogni utilizzo.
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