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Autovelox fuorilegge: 2.600 dispositivi a rischio spegnimento entro maggio

Autovelox a rischio spegnimento: quasi 3mila apparecchi potrebbero essere disattivati entro maggio per mancanza di omologazione.
Il decreto ministeriale sulle certificazioni dei dispositivi di controllo della velocità rischia di provocare un terremoto nel sistema dei rilevamenti automatici su tutto il territorio nazionale. Migliaia di strumenti potrebbero essere disattivati già dalla fine di maggio, creando un caos senza precedenti tra gli enti locali. La normativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in attesa del via libera europeo, coinvolge non solo i classici rilevatori di velocità ma anche i sistemi autostradali Tutor e Vergilius.
La stretta sulle certificazioni
Il Codacons lancia l’allarme dopo aver analizzato i dati della piattaforma telematica ministeriale. Le amministrazioni locali hanno registrato 3.873 apparecchi, ma appena 1.282 dispositivi rispettano i parametri richiesti dalla nuova regolamentazione. Gli altri strumenti, più di due terzi del totale, dovranno essere messi fuori servizio finché non completeranno l’iter di certificazione previsto dal ministero.
Le amministrazioni comunali si trovano in una posizione difficile. Chi mantiene operativi apparecchi irregolari rischia una serie di contenziosi con gli automobilisti sanzionati, costi giudiziari elevati e possibili procedimenti presso la Corte dei Conti per danno erariale. Chi invece sceglie la disattivazione potrebbe vedere crescere gli incidenti stradali nel proprio comune, perdendo l’effetto di prevenzione garantito dai controlli automatici.

I risultati sulla rete autostradale
La problematica interessa anche le autostrade nazionali, dove i dispositivi di monitoraggio hanno prodotto risultati tangibili nella lotta all’incidentalità. Le statistiche dal 2002 al 2024 mostrano progressi notevoli: i sinistri stradali sono passati da 16.359 a 9.443, segnando una contrazione del 42,3%.
Il dato più rilevante riguarda le vittime della strada: dagli 801 decessi del 2002 si è arrivati a 256 nel 2024, con un abbattimento del 68%. Pure i feriti hanno visto una diminuzione consistente, scendendo da 27.827 a 15.479 persone, pari a una flessione del 44,35%. Questi risultati dimostrano l’importanza dei controlli automatizzati nella tutela degli utenti della strada, rendendo particolarmente problematica la prospettiva di una loro disattivazione massiccia.
La critica del Codacons
L’associazione dei consumatori boccia la gestione italiana della materia, evidenziando l’assenza di un punto di equilibrio efficace tra la protezione dei diritti individuali e la tutela della sicurezza collettiva. I cittadini hanno diritto a sanzioni legittime e applicate con certezza giuridica, mentre le istituzioni locali dovrebbero porre la prevenzione degli incidenti al centro delle proprie politiche. La denuncia del Codacons si concentra sull’utilizzo distorto dei rilevatori automatici: numerose amministrazioni li hanno trasformati in strumenti di gettito fiscale, dimenticando la loro vera missione di salvaguardia delle vite umane sulle strade.
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