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Porsche, clamoroso dietrofront: brutto momento per la casa di Zuffenhausen

Porsche valuta lo stop alle 718 elettriche: costi fuori controllo e crisi finanziaria mettono in discussione la strategia di elettrificazione della casa tedesca.
La transizione verso l’elettrico si complica per la casa di Zuffenhausen. Michael Leiters, da gennaio al vertice di Porsche, starebbe seriamente prendendo in considerazione l’abbandono completo dello sviluppo delle versioni a batteria di Boxster e Cayman della gamma 718. L’indiscrezione arriva da Bloomberg e parla di spese di progettazione schizzate ben oltre i budget previsti, accompagnate da continui slittamenti nelle tempistiche.
Se confermata, questa scelta sancrebbe un cambio di rotta clamoroso per uno dei costruttori più celebri al mondo, evidenziando le difficoltà attuali nel percorso verso la mobilità elettrica. Secondo quanto riportato dalle fonti consultate dall’agenzia americana, la possibilità di fermare il progetto è concreta e già sul tavolo del nuovo amministratore delegato, subentrato a Oliver Blume che ora guida il Gruppo Volkswagen.
Il rosso nei conti e le svalutazioni miliardarie
Il quadro economico appare critico. Tra luglio e settembre 2025, l’azienda ha registrato un deficit operativo pari a 967 milioni di euro, ribaltando il risultato positivo di 974 milioni dello stesso trimestre dell’anno precedente. Gli accantonamenti relativi alle piattaforme elettriche e agli accumulatori hanno pesato per 1,7 miliardi di euro.
La rivisitazione generale della roadmap elettrica potrebbe erodere i profitti operativi fino a 1,8 miliardi. Lo sviluppo delle sportive elettriche, programmato originariamente per il 2024, è stato rinviato al 2026 ma anche questa scadenza appare incerta. Ostacoli nell’elaborazione del sistema informatico di bordo, complicazioni ingegneristiche e carenze nell’approvvigionamento degli accumuli energetici hanno frenato l’intero programma.

Frenata in Cina e conseguenze dei dazi statunitensi
Nel mercato cinese, tradizionalmente il più rilevante per il marchio, si è verificata una contrazione delle immatricolazioni del 26% nel 2025, con 41.938 vetture consegnate contro le 56.887 dell’esercizio precedente. I costruttori asiatici propongono soluzioni tecnologiche all’avanguardia a costi nettamente inferiori, mentre l’interesse verso le vetture premium nel paese si è attenuato.
Negli Stati Uniti, principale destinazione commerciale, l’applicazione di tariffe doganali arrivate al 27,5% sulle automobili europee, successivamente abbassate al 15%, ha provocato oneri supplementari per circa 500 milioni di euro nei primi tre trimestri del 2025. Questa duplice pressione ha inciso significativamente sui bilanci della casa tedesca.
Ostacoli tecnici e progetti ibridi che complicano lo sviluppo
Le valutazioni interne sull’eventuale introduzione di una configurazione ibrida ricaricabile hanno reso più articolato lo scenario. Lo sviluppo simultaneo di architetture differenti ha dilatato le scadenze con il pericolo di presentare prodotti con soluzioni già obsolete rispetto alla concorrenza.
Le problematiche tecniche si sono accumulate nel tempo. Difficoltà nell’integrazione dei sistemi software, complicazioni nella fase di ingegnerizzazione e instabilità nelle forniture di batterie hanno trasformato quello che doveva essere un lancio rapido in un percorso irto di ostacoli e incertezze.

Il successo commerciale delle versioni termiche
Nonostante le problematiche legate al futuro elettrico, le sportive a motore centrale hanno concluso il 2024 registrando un incremento delle immatricolazioni del 15%, arrivando a 23.670 esemplari venduti. Per circa un decennio, questi modelli hanno costituito il segmento d’ingresso alla gamma, con listini che partivano da circa 70.000 euro prima della loro uscita di scena nell’ottobre 2025.
Questi dati dimostrano come il mercato tradizionale continui ad apprezzare le proposte con motore termico, alimentando i dubbi sulla tempistica ottimale per una transizione completa verso l’elettrico. La forza commerciale della gamma ha confermato il legame del pubblico con i propulsori convenzionali.
Le sfide di Leiters tra sindacati e margini da recuperare
L’intero piano di elettrificazione sta attraversando una fase di radicale riconsiderazione. Se fino a tempi recenti l’obiettivo era quello di arrivare all’80% di immatricolazioni elettriche entro la fine del decennio, attualmente la società sta puntando con rinnovata determinazione sui propulsori termici e sulle tecnologie ibride, pur comportando investimenti considerevoli.
Leiters, che ha prestato servizio a Zuffenhausen per oltre tredici anni contribuendo allo sviluppo di Macan e Cayenne, prima di assumere il ruolo di responsabile tecnologico in Ferrari e poi di guidare McLaren Automotive fino ad aprile 2025, dovrà affrontare un difficile dialogo con le rappresentanze sindacali riguardo a ulteriori interventi di contenimento delle spese. Il responsabile finanziario Jochen Breckner ha annunciato che il recupero di redditività operativa a due cifre percentuali si concretizzerà soltanto oltre il 2026. La decisione sul futuro delle 718 elettriche segnerà l’orientamento prossimo: un metodo concreto allineato alle esigenze del mercato oppure il mantenimento di una visione elettrica finora rivelatasi inferiore alle previsioni.
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