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Tesla abbandona le auto: ammiraglie cancellate per produrre robot Optimus

Tesla dice addio alle storiche berline elettriche, lasceranno il posto ai robot umanoidi entro la fine del 2026.
Il costruttore americano guidato da Elon Musk chiude un capitolo fondamentale della propria storia automobilistica. Le due vetture che hanno inaugurato l’epoca della mobilità a zero emissioni accessibile termineranno il loro ciclo vitale nella seconda metà del prossimo anno. Dietro questa scelta si nascondono risultati commerciali deludenti e una riconversione industriale verso settori tecnologicamente avanzati, con il lancio della produzione del robot Optimus previsto proprio nelle linee californiane.
Vendite in picchiata e capacità produttiva inutilizzata
I risultati commerciali parlano chiaro: negli ultimi dodici mesi le consegne dei due modelli premium hanno subito una contrazione superiore al 30%, attestandosi sotto le 50.000 unità globali. Elon Musk, durante la presentazione dei conti trimestrali, ha motivato la dismissione con questioni legate all’autonomia dei veicchi, ma l’analisi dei dati finanziari racconta un’altra storia.
Nel 2025 la compagnia ha immatricolato complessivamente 50.850 esemplari sommando Model S, Model X, Semi e Cybertruck. Le installazioni produttive di Fremont possiedono una capacità annuale di 100.000 unità dedicate esclusivamente alla berlina e al SUV. Il divario tra potenziale industriale e domanda reale ha reso insostenibile la prosecuzione. L’aggiornamento estetico realizzato a metà anno non ha risollevato le fortune commerciali: interventi marginali accompagnati da rincari medi di 5.000 euro hanno allontanato ulteriormente la clientela.

Riconversione industriale verso la robotica avanzata
La dismissione dei due veicoli, commercializzati dal 2012 e 2015, costringe la fabbrica californiana a una trasformazione radicale. Gli impianti californiani diventeranno la sede produttiva di Optimus, il sistema robotico antropomorfo sviluppato internamente.
Questa riorganizzazione industriale testimonia l’ambizione del gruppo di ampliare il proprio raggio d’azione verso intelligenza artificiale e automazione avanzata. La strategia punta a moltiplicare le fonti di fatturato, riducendo progressivamente la dipendenza dal settore automobilistico tradizionale. Fremont si prepara quindi a diventare il primo polo manifatturiero dedicato a questa innovazione tecnologica.

Incertezze su modelli annunciati e gamma futura
L’eliminazione delle ammiraglie genera interrogativi concreti sull’evoluzione della lineup. Il Cybertruck, lanciato con grande clamore mediatico ma accolto tiepidamente dal mercato, potrebbe concludere prematuramente la propria carriera commerciale secondo diverse analisi di settore.
Restano senza risposta anche le domande sui progetti ancora in sviluppo: la sportiva Roadster raggiungerà effettivamente la fase di commercializzazione? La Model 2, pensata per democratizzare ulteriormente l’accesso all’elettrico, diventerà realtà? Al momento non esistono conferme ufficiali. I bilanci dimostrano come Model 3 e Model Y garantiscano ancora la maggior parte dei ricavi aziendali. La riduzione della produzione automobilistica rappresenta una scommessa azzardata finché i nuovi progetti non si concretizzeranno o finché i settori emergenti non genereranno introiti paragonabili a quelli attuali.
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