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Elettriche, il test fa paura: svelata la verità sull’autonomia con il freddo

Temperature sotto zero: l’automobile club tedesco certifica perdite di percorrenza fino al 50% per i veicoli a batteria testati in condizioni invernali estreme.
I veicoli a batteria mostrano vulnerabilità significative quando il termometro scende sotto lo zero. L’ADAC, prestigioso club automobilistico tedesco, ha documentato attraverso verifiche sul campo come diverse vetture elettriche subiscano riduzioni di percorrenza che arrivano a dimezzare i valori dichiarati dai produttori. La problematica colpisce l’intero segmento, dalle utilitarie compatte ai modelli premium, con conseguenze particolarmente evidenti per chi effettua spostamenti frequenti di breve raggio in ambito cittadino.
Perché le batterie soffrono il gelo
Il fenomeno ha radici tecniche precise. Le celle agli ioni di litio garantiscono prestazioni ottimali quando operano in un range compreso tra 20 e 40 gradi centigradi. Quando la colonnina di mercurio scende, l’efficienza chimica delle batterie cala drasticamente. Una porzione considerevole dell’energia immagazzinata viene quindi dirottata per portare gli accumulatori alla giusta temperatura di lavoro, sottraendo risorse alla propulsione vera e propria.
Il riscaldamento dell’abitacolo aggrava ulteriormente la situazione. I dati raccolti dall’ADAC indicano incrementi nei consumi invernali che toccano in media il 70%, con picchi ancora superiori quando si concatenano tragitti brevi senza lasciare alla vettura il tempo di stabilizzare la temperatura di esercizio.

La metodologia delle prove tedesche
Per ottenere misurazioni affidabili, gli ingegneri dell’automobile club hanno creato uno scenario controllato particolarmente severo. Una selezione di modelli è stata collocata in camera climatica con temperatura impostata a -7 °C, mentre un secondo ciclo di verifiche è stato condotto a 23 °C per fornire un termine di paragone. Dettaglio cruciale: ogni veicolo ha affrontato le prove con batteria e abitacolo completamente freddi, senza preriscaldamento.
La scelta riproduce fedelmente le condizioni che milioni di automobilisti affrontano ogni inverno, quando prelevano la vettura dal parcheggio dopo una notte gelida. I risultati hanno rivelato perdite di autonomia comprese tra il 27% e il 52% rispetto ai test condotti in ambiente temperato. Per chi percorre distanze maggiori, il quadro migliora gradualmente: una volta raggiunte le temperature ideali, il peso del riscaldamento iniziale si distribuisce su chilometraggi più estesi. Ma per l’utilizzo urbano quotidiano, i numeri emersi descrivono accuratamente la realtà.
Dalla citycar al SUV: nessuno è immune
Il Renault Kangoo E-Tech Electric ha registrato il calo più pronunciato in valore assoluto: dai circa 250 km in condizioni miti si è scesi poco oltre i 120 km con il freddo, una perdita del 50%. La Volkswagen ID.5 ha perso oltre metà della percorrenza, attestandosi a 252 km contro i 524 km estivi (calo del 52%).
La Dacia Spring, benché limitata a 144 km di autonomia invernale, ha contenuto la riduzione al 28%, risultando la più resistente in termini percentuali. Anche modelli considerati efficienti come la Tesla Model 3 hanno accusato il colpo, perdendo il 42% e fermandosi a 241 km. Le vetture con accumulatori di maggiore capacità come Audi Q4 e-tron (272 km, -32%) e BYD Atto 3 (273 km, -27%) hanno limitato meglio le perdite, pur registrando comunque cali significativi rispetto ai valori estivi.
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