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Tegola per Stellantis: cosa sta succedendo nella storica fabbrica

Il rallentamento delle vendite in Europa costringe il gruppo a una dolorosa riorganizzazione industriale nella fabbrica polacca.
Oltre 700 lavoratori rischiano il posto nello stabilimento polacco di Tychy, uno degli impianti simbolo della storia automobilistica europea. Il sito produttivo, che dal 1975 ha sfornato modelli iconici come la Fiat 126 e la Fiat Uno, dovrà adattarsi a un mercato in forte sofferenza. Entro marzo 2026 i turni lavorativi scenderanno da tre a due, con licenziamenti diretti e mancati rinnovi di contratti a termine. La crisi delle vendite colpisce in particolare Jeep Avenger e Alfa Romeo Junior, due dei tre modelli attualmente assemblati nell’impianto insieme alla Fiat 600.
Lo stabilimento che ha fatto la storia di Fiat ora deve ridimensionarsi
Tychy porta con sé decenni di eredità industriale. Fondato come FSM per costruire la Fiat 126 destinata ai paesi dell’Est Europa, ha attraversato epoche diverse ospitando vetture di successo: dalla Bravo all’ultima Fiat 500 termica. Oggi rappresenta un tassello fondamentale nella strategia europea di Stellantis per i segmenti B e C, ma il valore simbolico non basta a proteggere l’occupazione.
La riorganizzazione prevede 320 licenziamenti diretti, cui si sommeranno i contratti temporanei non prorogati. Le procedure formali saranno completate entro aprile 2026. Il taglio colpisce duramente un territorio che per quasi cinquant’anni ha legato la propria identità alla produzione automobilistica. La flessibilità richiesta alle fabbriche moderne si traduce spesso in costi sociali elevati, soprattutto quando capacità produttiva e domanda di mercato si disallineano.

Compatte elettrificate in crisi: quando il mercato non segue i piani industriali
I tre modelli assemblati a Tychy incarnano la sfida dell’elettrificazione nei segmenti compatti, dove motori tradizionali e batterie convivono in una fase di transizione disomogenea. Ma il rallentamento più marcato riguarda proprio Jeep e Alfa Romeo, i marchi premium del gruppo. I consumatori europei mostrano prudenza: rincari energetici, normative stringenti e dinamiche di prezzo complesse frenano gli acquisti.
La fabbrica polacca paga il prezzo di un mercato instabile. Pianificare la produzione diventa un esercizio difficile quando i volumi oscillano e la sostenibilità economica degli impianti viene messa sotto pressione. Stellantis si trova di fronte a un bivio: ridurre i costi mantenendo una gamma di modelli competitivi, oppure rischiare uno squilibrio tra investimenti e ricavi. La scelta è caduta sul ridimensionamento, con tutte le conseguenze occupazionali del caso.
Sindacati al lavoro per limitare i danni: uscite volontarie e ricollocazioni
Le organizzazioni sindacali locali hanno confermato la notizia e si preparano a un confronto serrato con l’azienda. Sul tavolo delle trattative diverse ipotesi: uscite volontarie, ricollocazioni in altri reparti o stabilimenti, revisione delle mansioni e rimodulazione degli orari. L’obiettivo dichiarato è contenere l’impatto sociale, ma le opzioni restano limitate quando i numeri della produzione calano.
Il negoziato dovrà chiudersi prima dell’estate 2026, quando la nuova organizzazione a due turni entrerà a regime. Per Tychy si apre una fase complessa: da un lato la necessità di adattarsi a una domanda incerta, dall’altro la sfida di preservare competenze e tessuto industriale. La transizione tecnologica procede a velocità diverse tra paesi e segmenti, mentre le fabbriche europee cercano un equilibrio ancora lontano dall’essere raggiunto.
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