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Gli italiani e le auto: nessuno in Europa le sfrutta come noi

Il mercato europeo dell’usato rivela abitudini opposte: dove le auto durano decenni e dove cambiano proprietario ogni anno.
Un’analisi del mercato automobilistico europeo firmata carVertical disegna una mappa continentale dalle abitudini contrastanti. Mentre in alcuni paesi le vetture passano di mano con frequenza quasi compulsiva, altrove resistono per anni sotto lo stesso proprietario.
L’Italia si posiziona nel gruppo dei paesi dove l’automobile rappresenta un investimento da sfruttare a fondo: 104.638 chilometri percorsi prima della vendita, contro una media continentale di 75.928 km. Un dato che racconta una cultura dell’automobile radicalmente diversa rispetto ad altri mercati europei, dove la rotazione è rapidissima.
Serbia e Ucraina: il cambio compulsivo che preoccupa gli esperti
Agli estremi della classifica europea emergono realtà sorprendenti. In Serbia e Ucraina le automobili cambiano proprietario dopo appena 1,1 anni e meno di 25mila chilometri percorsi. Una rotazione velocissima che solleva dubbi concreti sulla manutenzione: investire in tagliandi costosi ha poco senso quando la vendita è imminente.
Matas Buzelis, esperto di carVertical, sottolinea come “il chilometraggio medio annuo rivela quanto intensamente è stata utilizzata un’auto”, ma in questi mercati il problema è opposto: la brevità del possesso compromette la cura del veicolo. Una tendenza che rende questi paesi, insieme a Repubblica Ceca, Finlandia e Spagna, tra i mercati più rischiosi per chi cerca un’auto usata.

Polonia e Portogallo: quando la fedeltà meccanica diventa record
All’opposto si collocano i paesi dove l’automobile accompagna il proprietario per tragitti lunghissimi. Polonia, Slovacchia e Portogallo superano tutti quota 108mila chilometri per proprietario. I portoghesi detengono anche il record di permanenza: 7,2 anni con la stessa vettura, il valore più alto d’Europa. In questi mercati, insieme a Germania, Lituania e Regno Unito, le auto restano nelle stesse mani più a lungo e accumulano chilometri con ritmi più contenuti. Nel Regno Unito si fermano a 12.710 km annui, in Germania a 17.688 km, garantendo una minore usura complessiva del veicolo.
L’Italia della parsimonia: tanti chilometri ma senza fretta
Gli automobilisti italiani percorrono in media 19.558 chilometri all’anno, esattamente in linea con la media europea. La differenza sta nella durata del rapporto: 5,4 anni di possesso medio significano accumulare oltre 100mila chilometri prima di cedere la vettura. Non si tratta di un utilizzo più intenso rispetto ad altri paesi, ma di una fedeltà prolungata che trasforma l’auto in un bene da consumare fino all’ultimo.
Strade italiane piene di vetture con più revisioni che proprietari sono la conseguenza diretta di questa filosofia. Secondo l’analisi, per chi acquista usato conta più la provenienza geografica e l’intensità d’uso che gli optional: dietro ai numeri emerge una verità semplice ma decisiva per valutare un acquisto consapevole.
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