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F1, il calendario della stagione 2026: ecco i 24 GP

Dal 8 marzo al 6 dicembre, 24 GP e 6 Sprint attraverso cinque continenti: il programma della stagione più rivoluzionaria della storia recente.
La Formula 1 si prepara a scrivere un nuovo capitolo della propria storia con il Mondiale 2026, una stagione destinata a segnare una svolta epocale per il Circus. Nel suo 76esimo anniversario, la massima serie automobilistica mondiale affronta cambiamenti radicali: nuove power unit, regolamenti tecnici inediti e un formato che consolida il programma extralarge con 24 appuntamenti e sei gare Sprint.
Un percorso che attraverserà il globo da marzo a dicembre, toccando circuiti leggendari, metropoli emergenti e location che ormai costituiscono eventi culturali ben oltre la dimensione sportiva. I test pre-stagionali anticiperanno il via ufficiale con sessioni a Barcellona dal 26 al 30 gennaio a porte chiuse, seguite da due turni in Bahrain tra l’11-13 e il 18-20 febbraio. Momenti cruciali per decifrare chi avrà saputo interpretare al meglio le novità regolamentari prima del debutto stagionale a Melbourne l’8 marzo.

L’apertura australiana e il tour asiatico con la prima Sprint
L’Albert Park di Melbourne inaugurerà il campionato domenica 8 marzo con 58 giri su un tracciato di 306,124 chilometri, uno dei più rapidi dell’intero calendario dove Max Verstappen ha fatto registrare una pole nel 2024 a oltre 250 km/h di media. Le aspettative locali puntano su Oscar Piastri, reduce da una stagione straordinaria con la McLaren.
Il Circus volerà poi in Cina il 15 marzo per affrontare i 5,451 chilometri di Shanghai, un layout impegnativo per le gomme dove si tiene l’acceleratore al massimo per tre quarti della corsa. Qui andrà in scena la prima Sprint Race del 2026, una delle sei gare brevi previste nel calendario.
Il 29 marzo toccherà al leggendario circuito di Suzuka in Giappone, teatro di duelli epici come quelli tra Prost e Senna, con i suoi 5,807 chilometri da percorrere in 53 tornate. Una differenza sostanziale rispetto al passato: il Medio Oriente viene spostato ad aprile per rispettare il Ramadan, che nel 2026 cade tra febbraio e marzo.
Si correrà in Bahrain il 12 aprile sul circuito di Sakhir, da sempre in notturna dal 2014, dove i piloti dovranno gestire vento, proiettori e importanti escursioni termiche tra le varie sessioni.
Seguirà il 19 aprile l’Arabia Saudita a Jeddah, il circuito cittadino più lungo del mondiale con 6,174 chilometri, anch’esso disputato sotto i riflettori in condizioni notturne.

Il blocco americano e le novità europee con tre Sprint
Gli Stati Uniti diventano protagonisti con un ampio blocco nella prima metà dell’anno. Il 3 maggio si corre a Miami, circuito cittadino costruito attorno all’Hard Rock Stadium che permette di raggiungere velocità fino a 350 km/h e che ospita la seconda Sprint stagionale.
La vera sorpresa arriva il 24 maggio con il Canada che si sposta a maggio sostituendo definitivamente Imola nel calendario. Il circuito Gilles-Villeneuve di Montreal, con i suoi 4,361 chilometri da percorrere 70 volte e il temuto “Wall of Champions” alla chicane 13-14, propone la terza Sprint Race dell’anno.
Il 7 giugno arriva l’iconica Monaco, gara che tutti i piloti sognano di vincere almeno una volta, sul tracciato più corto del mondiale con 3,337 chilometri per 78 giri dove Ayrton Senna detiene il record con sei successi.
Il 14 giugno tocca a Barcellona sul circuito di Montmeló con 4,657 chilometri da ripetere per 66 giri, un buon mix di curve ad alta e bassa velocità.
Il 28 giugno sarà il turno dell’Austria al Red Bull Ring di Spielberg con 4,326 chilometri per 71 giri e la sua affascinante curva Rindt, dedicata al primo campione austriaco di Formula 1.
Il 5 luglio arriva la Gran Bretagna a Silverstone con i suoi 5,891 chilometri da percorrere per 52 giri, dove si terrà la quarta Sprint e dove Hamilton cercherà di ampliare il proprio record personale davanti al pubblico di casa.
Il Belgio chiude il mese il 19 luglio con i 7,004 metri di Spa-Francorchamps da completare in 44 giri e la leggendaria Eau Rouge-Raidillon, probabilmente la sequenza di curve più famosa al mondo.
L’Ungheria conclude la prima metà della stagione il 26 luglio all’Hungaroring di Mogyoród con 4,381 chilometri per 70 giri prima della meritata pausa estiva.
Il rush finale tra Europa, Asia e Americhe con le ultime due Sprint
Il rientro dalle vacanze porta subito in Olanda il 23 agosto a Zandvoort con 4,259 chilometri per 72 giri, pista unica a pochi passi dalla spiaggia e da Amsterdam che ospita la quinta Sprint Race.
Il 6 settembre è tempo di Italia a Monza, il “Tempio della Velocità” alla sua 97esima edizione con 5,739 chilometri da percorrere per 53 giri, dove i tifosi Ferrari sperano in un ritorno sul podio di casa.
La grande rivoluzione arriva il 13 settembre con il debutto del GP di Madrid, 16esima tappa che introduce nel calendario un tracciato completamente nuovo. Il circuito spagnolo combina strade pubbliche e terreni privati per 5,470 chilometri dove le monoposto toccheranno i 340 km/h, un format simile a Miami che promette grande spettacolo. Carlos Sainz sarà l’osservato speciale nel suo appuntamento di casa.
Il 26 settembre si vola a Baku in Azerbaijan per 6,003 chilometri da completare in 51 giri, quarta pista più lunga del calendario e più bassa con i suoi 28 metri sotto il livello del mare, dove si raggiungono velocità fino a 378 km/h.
L’11 ottobre arriva Singapore con la sua impegnativa prova notturna a Marina Bay da 4,927 chilometri per 62 giri, dove i piloti possono perdere fino a 3 kg di peso corporeo per lo stress fisico: qui si corre l’ultima Sprint dell’anno, la sesta e conclusiva gara breve della stagione.
Il gran finale transoceanico prevede il 25 ottobre ad Austin in Texas al COTA con 5,513 chilometri per 56 giri, seguito il 1° novembre dal Messico all’Autodromo Hermanos Rodríguez da 4,304 chilometri per 71 giri, un tracciato che attraversa un ex stadio di baseball offrendo panoramiche uniche.
L’8 novembre è la volta del Brasile a Interlagos con 4,309 chilometri per 71 giri, sempre garanzia di grande spettacolo, prima del 21 novembre quando Las Vegas illuminerà la Strip con i suoi 6,201 chilometri da percorrere in 50 giri tra casinò e hotel di fama mondiale.
Il Qatar ospita la penultima gara il 29 novembre a Lusail con 5,419 chilometri per 57 giri, circuito dove Verstappen ha conquistato gli ultimi tre titoli mondiali.
Il gran finale spetta ad Abu Dhabi il 6 dicembre, sul circuito più costoso del mondiale con i suoi 5,281 chilometri per 58 giri a Yas Marina Circuit, che incoronerà i nuovi campioni. Una stagione da record per una Formula 1 completamente rinnovata, pronta a ridefinire gli equilibri con regole tecniche che promettono di ribaltare le gerarchie consolidate negli ultimi anni.
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