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Autovelox in Italia: ecco la mappa completa per sapere dove si nascondono

Pubblicata per la prima volta la mappa ufficiale degli autovelox: un database in continuo aggiornamento che rivela la distribuzione dei rilevatori di velocità.
Finisce l’era del mistero sugli autovelox italiani. Dal 28 novembre 2025 è consultabile sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un elenco dettagliato che geolocalizza i dispositivi di controllo della velocità presenti sul territorio nazionale. Si tratta di oltre 3.700 apparecchi tra quelli gestiti da enti locali e forze dell’ordine, una vera rivoluzione in termini di trasparenza per gli automobilisti che per anni hanno dovuto fare i conti con informazioni frammentarie e poco accessibili.
Il database, scaricabile in vari formati dal portale velox.mit.gov.it/dispositivi, include informazioni precise su ogni singolo dispositivo: ente proprietario, marca, modello, numero di matricola e data di comunicazione al Ministero.
La distribuzione geografica: Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna ai vertici
La geografia degli autovelox disegna un’Italia a diverse velocità. In cima alla classifica regionale si posiziona la Lombardia con oltre 500 dispositivi, seguita dal Veneto con quasi 450 unità e dall’Emilia-Romagna con poco più di 400. All’estremo opposto si collocano Basilicata, Valle d’Aosta e Molise, ciascuna con poco più di dieci postazioni.
A livello provinciale, le dotazioni maggiori appartengono a Torino, Roma, Firenze, Milano e Padova, tutte con oltre cento dispositivi censiti. Un dato particolare riguarda alcune province che al momento risultano completamente prive di autovelox nella disponibilità della pubblica amministrazione: Oristano, Ogliastra e Gallura in Sardegna, oltre a Crotone in Calabria.

Un database in continua evoluzione per garantire la legalità delle sanzioni
L’elenco pubblicato risponde ai requisiti stabiliti dall’articolo 1, commi 3 e 4, del decreto del Direttore Generale per la Motorizzazione 29 settembre 2025, n. 367. Il carattere dinamico del database è garantito dall’obbligo di aggiornamento continuo: già nei primi giorni di attività sono state registrate oltre duecento nuove introduzioni. Alla data dell’ultimo aggiornamento di inizio dicembre, il totale comprendeva 3.120 dispositivi nelle disponibilità degli enti locali e quasi 600 in forze a Polizia Stradale e Carabinieri.
Un aspetto fondamentale è che un apparecchio non censito non può essere abilitato a registrare violazioni ed emettere sanzioni, costringendo le amministrazioni a comunicare tempestivamente l’entrata in funzione di nuove apparecchiature o l’eventuale dismissione di quelle esistenti.
Trasparenza contro le polemiche: una svolta attesa da anni
La pubblicazione dell’elenco rappresenta un punto di svolta in un settore da sempre caratterizzato da polemiche e contenziosi legali. Accuse reciproche di irregolarità, ricorsi e sentenze di tribunale hanno contraddistinto per anni il rapporto tra automobilisti e controlli automatici della velocità. L’operazione trasparenza del Ministero porta finalmente chiarezza su un tema controverso, consentendo ai cittadini di verificare quali dispositivi sono effettivamente autorizzati sul territorio.
Le modalità di trasmissione dei dati, previste dall’articolo 3, comma 5, del decreto direttoriale 18 agosto 2025, n. 305, garantiscono che le amministrazioni e gli enti competenti mantengano le informazioni costantemente aggiornate, evitando l’utilizzo di apparecchiature non conformi alla normativa vigente.
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