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Rimborsi sui pedaggi: arriva l’app che restituisce i soldi in automatico

L’Autorità di regolazione dei trasporti introduce un’applicazione informatica per risarcire gli automobilisti colpiti dai disagi sulle tratte a pedaggio.
L’Autorità di regolazione dei trasporti ha pubblicato la delibera che introduce un meccanismo di rimborso automatico dei pedaggi autostradali in caso di ritardi causati dai cantieri. Il provvedimento prevede lo sviluppo di un’applicazione nazionale obbligatoria attraverso cui gli utenti potranno ricevere notifiche e ottenere compensazioni economiche, parziali o totali, quando i tempi di percorrenza superano determinate soglie.
Il sistema rappresenta una risposta concreta ai numerosi disagi che gli automobilisti hanno subito negli ultimi anni a causa dei lavori sulle autostrade italiane.
Tempi di attivazione e modalità operative
La delibera è già operativa, ma la piena applicazione richiede accordi aggiuntivi tra concedente e concessionari. Gli obblighi entreranno in vigore dall’1 giugno 2026 per le tratte gestite da un unico operatore, mentre per quelle con più gestori – come il collegamento Milano-Venezia – la data slitta all’1 dicembre 2026.
Il presidente dell’Autorità, Nicola Zaccheo, ha confermato che l’applicazione è già in fase di sviluppo e sarà obbligatoria, con sanzioni per chi non rispetterà l’obbligo.L’Autorità monitorerà il sistema fino al 31 dicembre 2027 e condurrà una verifica d’impatto entro luglio 2027 per eventuali modifiche. Gli utenti dovranno registrarsi all’app per ricevere notifiche entro dieci giorni dal disservizio e il rimborso arriverà nei cinque o dieci giorni successivi. Chi preferisce canali tradizionali potrà rivolgersi direttamente ai concessionari.

Criteri di applicazione e calcolo dei ristori
Il sistema di compensazione si attiva esclusivamente per cantieri programmati, mentre restano esclusi quelli emergenziali e, inizialmente, quelli mobili. Non sono previsti rimborsi per ritardi causati da incidenti o eventi meteorologici straordinari. Il calcolo si basa sullo “scostamento orario”, ovvero la differenza tra il tempo effettivo di percorrenza e quello standard alla velocità di riferimento.
Per tragitti fino a 30 km il rimborso si applica sempre, mentre per distanze maggiori scattano soglie minime: almeno 10 minuti di ritardo per tratte tra 30 e 50 km, almeno 15 minuti oltre i 50 km. La natura dei lavori – con restringimenti di carreggiata, deviazioni o utilizzo delle corsie d’emergenza – influisce sul calcolo finale della compensazione.
Importi e copertura dei costi
In caso di traffico bloccato, l’ammontare del rimborso aumenta progressivamente: il 50% del pedaggio per attese tra 60 e 119 minuti, il 75% tra 120 e 179 minuti, fino al 100% oltre le tre ore. Il ristoro non può mai superare l’importo totale del pedaggio pagato. Non viene erogato se inferiore a 10 centesimi, ma importi così ridotti si accumulano fino a raggiungere 1 euro, soglia oltre la quale i concessionari devono procedere al pagamento.
Per quanto riguarda la copertura finanziaria, Zaccheo ha spiegato che dal 2030 i concessionari sosterranno interamente i costi. Fino ad allora il recupero sarà graduale sulle tariffe: 100% nel 2026-27, 75% nel 2028, 28% nel 2029 e 25% nel 2030. Per i disservizi non imputabili al concessionario è sempre previsto il recupero attraverso i pedaggi, con un impatto di “frazioni di millesimi di euro” sulle singole percorrenze.
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