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Tegola per Volkswagen e Audi: maxi richiamo e rischio incendio per questi modelli

Volkswagen e Audi richiamano 84.000 ibride plug-in per il rischio incendio legato al surriscaldamento delle batterie durante la ricarica.
Volkswagen e Audi hanno avviato una campagna di richiamo preventiva che coinvolge circa 84.000 veicoli ibridi plug-in distribuiti in tutto il mondo. L’iniziativa nasce dalla necessità di correggere un difetto nel sistema di gestione termica delle batterie ad alto voltaggio che, in circostanze particolari, potrebbe causare un surriscaldamento durante la fase di ricarica con conseguente rischio di incendio.
I modelli interessati sono stati prodotti tra il 2018 e il 2024 e comprendono diverse varianti delle gamme Audi e Volkswagen. I costruttori tedeschi hanno scelto di intervenire prima che si verificassero incidenti reali, tutelando così la sicurezza dei conducenti e la reputazione dei marchi.
I modelli coinvolti e la portata dell’operazione
Il richiamo riguarda specificamente le versioni TFSI e di Audi Q5, Q7, Q8, A6, A7 e A8, oltre alla Volkswagen Touareg eHybrid. Le vetture sono state assemblate in un arco temporale di sei anni, dal 2018 al 2024, e sebbene i marchi non abbiano fornito una suddivisione precisa per mercato, l’ampiezza numerica dell’operazione conferma la diffusione globale del problema.
La decisione di procedere con il richiamo riflette la strategia dei due costruttori di prevenire danni reputazionali significativi, soprattutto alla luce di recenti casi nel settore automobilistico dove interventi tardivi hanno generato critiche e sfiducia nei consumatori.

Il difetto tecnico e i rischi connessi
L’anomalia è legata a una gestione inadeguata della temperatura interna delle batterie durante il processo di rigenerazione. Il software di controllo installato sui veicoli non è in grado, in determinate condizioni, di identificare tempestivamente un aumento anomalo dei valori termici e di attivare le contromisure necessarie.
Questa lacuna nel sistema di monitoraggio può comportare, nei casi più gravi, un surriscaldamento critico della batteria con potenziale innesco di un incendio. Il problema si manifesta specificamente durante la ricarica, momento in cui le celle ad alto voltaggio sono sottoposte a maggiore stress termico.
L’intervento in officina e le modalità operative
La soluzione tecnica prevede l’installazione di un aggiornamento software che consente un monitoraggio continuo e più accurato dei parametri della batteria. L’operazione richiede circa un’ora di lavoro presso le officine autorizzate e non comporta la sostituzione di componenti fisici. Una volta aggiornato, il sistema è progettato per avvisare il conducente attraverso una spia luminosa e un messaggio specifico: “Sistema elettrico di bordo: Guasto! Contattare il servizio clienti”.
In caso di rilevamento di valori anomali, la vettura limita automaticamente la capacità di carica per ridurre i rischi fino all’intervento tecnico. Le campagne, già attive da fine ottobre, sono suddivise in tre operazioni distinte identificate dai codici 93QQ, 93AD e 93FK, ciascuna rivolta a specifici modelli e periodi di produzione. I proprietari riceveranno comunicazioni ufficiali con le istruzioni per prenotare l’appuntamento.
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