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La profezia più clamorosa di Carlos Tavares: “Tesla sparirà tra 10 anni”

L’ex amministratore delegato di Stellantis prevede un futuro difficile per Tesla e critica apertamente la gestione del gruppo da cui si è separato.
Carlos Tavares torna a far parlare di sé con dichiarazioni che scuotono il mondo dell’automotive. In un’intervista rilasciata al quotidiano francese Les Echos, l’ex amministratore delegato di Stellantis non risparmia critiche pesanti ai suoi ex colleghi, ai costruttori tedeschi e perfino a Tesla.
La profezia più clamorosa riguarda proprio la Casa di Elon Musk: secondo Tavares, l’azienda americana potrebbe non esistere più tra dieci anni, travolta dalla superiorità operativa del colosso cinese BYD. Un’analisi senza mezzi termini che riflette la visione di un manager convinto del dominio asiatico nel settore automobilistico globale.
La previsione su Tesla: innovazione non basta contro l’efficienza cinese
“Non sono sicuro che Tesla esisterà ancora tra dieci anni”, afferma Tavares con tono perentorio. Il manager portoghese riconosce il valore innovativo dell’azienda di Musk, ma sostiene con forza che questo non sarà sufficiente di fronte all’avanzata cinese. “Sono innovativi, ma verranno battuti dall’efficacia di BYD”, sentenzia senza lasciare spazio a dubbi.
Secondo questa visione, la capacità produttiva, l’efficienza operativa e i costi competitivi del produttore cinese finiranno per prevalere sulla tecnologia e sul brand appeal del costruttore americano. Una previsione audace che mette in discussione la leadership di Tesla nel mercato delle auto elettriche e anticipa un riequilibrio dei rapporti di forza a favore dell’industria asiatica.

Stellantis nel mirino: manca una strategia chiara
Le critiche più dure Tavares le riserva al gruppo che ha guidato fino allo scorso anno. “Mi chiedo quale sia oggi la loro strategia”, dichiara senza giri di parole, mettendo in dubbio la direzione intrapresa dalla nuova gestione. Il manager sottolinea come Stellantis abbia posticipato di un trimestre la presentazione del piano industriale, occupandosi invece di smantellare quanto realizzato durante il suo mandato. “Erano occupati a disfare ciò che io avevo realizzato”, afferma con evidente disappunto.
Tavares ammette che correggere il passato non rappresenta necessariamente un dramma, ma insiste sulla necessità di definire al più presto una direzione strategica chiara. “Guadagnare un po’ di tempo spiegando che tutto ciò che è stato fatto va corretto non è un dramma, ma un giorno servirà un piano”, conclude. Non è la prima volta che l’ex amministratore delegato si esprime sui rischi per Stellantis: in passato ha evocato il “rischio spezzatino”, con una possibile spartizione del gruppo tra interessi cinesi e americani.
Volkswagen e il rifiuto di adattarsi al nuovo ordine
Nemmeno i costruttori tedeschi sfuggono all’analisi critica di Tavares. Il manager individua in Volkswagen l’emblema di un’industria occidentale incapace di evolversi. “Volkswagen rappresenta il nostro mondo occidentale che rifiuta di adattarsi”, sostiene, riferendosi al nuovo equilibrio globale nel settore automobilistico. Anche in questo caso, il riferimento implicito va alla concorrenza cinese e alla necessità per i produttori europei di rivedere radicalmente modelli produttivi, strategie commerciali e approccio al mercato.
Una diagnosi severa che dipinge un’industria europea in difficoltà, stretta tra regolamentazioni stringenti, costi elevati e la pressione competitiva proveniente dall’Asia.
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