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Rincari accise carburanti: ecco quanto ci guadagnerà il Governo

Dal 2026 le accise su gasolio e benzina si equiparano: l’operazione genera entrate consistenti per le casse pubbliche fino al 2033.
Dal primo gennaio 2026 scatta l’equiparazione delle accise tra gasolio e benzina, una mossa che garantirà alle casse dello Stato incassi significativi nei prossimi anni. L’operazione, imposta dall’Unione europea nell’ambito della riduzione dei Sussidi ambientalmente dannosi (Sad), comporterà un incremento del prelievo fiscale sul diesel e una contestuale diminuzione per la benzina.
Secondo la relazione tecnica allegata al disegno di legge Bilancio 2026, l’allineamento genererà 550 milioni di euro nel primo anno e raggiungerà complessivamente 2,6 miliardi entro il 2033. Il Parlamento deve ancora approvare la Manovra e potrebbe apportare modifiche al provvedimento.
Come cambiano le accise dal 2026
L’allineamento prevede una riduzione dell’accisa sulla benzina di 4,05 centesimi di euro al litro, mentre quella sul gasolio aumenterà dello stesso importo. L’obiettivo è raggiungere una parità di 67,29 centesimi di euro al litro per entrambi i carburanti. La direttiva europea non impone scadenze così ravvicinate: l’esecutivo italiano aveva inizialmente programmato l’equiparazione per il 2030, ma ha scelto di anticipare l’intervento.
L’Italia mantiene autonomia decisionale sulle modalità di allineamento e può scegliere se abbassare le tasse sulla benzina o individuare un valore intermedio. Il consumo superiore di diesel rispetto alla benzina genera un maggior gettito fiscale complessivo, rendendo l’operazione vantaggiosa per lo Stato.

Le motivazioni del governo
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha difeso la scelta di accelerare i tempi, sottolineando la natura dannosa del sussidio dal punto di vista ambientale. “Acceleriamo perché è un sussidio ambientalmente dannoso. Lo dobbiamo fare. A questo punto lo facciamo approfittando di una situazione dei prezzi di mercato degli oli particolarmente depressa”, ha dichiarato il ministro.
La congiuntura favorevole dei prezzi di mercato rappresenta secondo Giorgetti il momento opportuno per procedere con l’equiparazione, minimizzando l’impatto sui consumatori.
Le proposte del settore energetico
Gianni Murano, presidente dell’Unione energie per la mobilità (Unem), ha avanzato proposte concrete sull’utilizzo delle maggiori entrate fiscali. Secondo Murano, le risorse dovrebbero finanziare due priorità: “Sostenere la diffusione dei carburanti rinnovabili con interventi sulla fiscalità, che valorizzino la bassa o nulla impronta carbonica dei biocarburanti” e “stimolare gli investimenti necessari a spingerne l’incremento previsto per i prossimi anni”.
La richiesta del settore punta a destinare i fondi alla transizione energetica e allo sviluppo di carburanti sostenibili, creando un circolo virtuoso tra maggiori entrate fiscali e riduzione dell’impatto ambientale dei trasporti.
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