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Multe autovelox cancellate in massa: la Prefettura lascia scadere i termini e gli automobilisti vincono

Archiviate in blocco le sanzioni per cinque Comuni senza motivazione formale, scatta il silenzio-assenso dopo 210 giorni dai ricorsi.
La Prefettura di Belluno ha archiviato tutte le multe autovelox emesse nel 2024 nei Comuni di Belluno, Colle Santa Lucia, Cencenighe Agordino, Livinallongo del Col di Lana e San Tomaso Agordino. L’annullamento è avvenuto senza alcuna motivazione formale, attraverso il meccanismo del silenzio-assenso previsto dalla legge. A darne notizia è l’associazione Altvelox, che assiste centinaia di automobilisti nei procedimenti amministrativi.
La vicenda solleva interrogativi sulla legittimità dei sistemi di rilevazione elettronica utilizzati e sulla trasparenza dell’azione amministrativa. L’associazione preannuncia segnalazioni al Ministero dell’Interno e alla Corte dei Conti per verificare eventuali responsabilità nella gestione dei procedimenti sanzionatori.
Il silenzio-assenso che ha fatto decadere le sanzioni
La Prefettura ha lasciato decorrere i termini di legge previsti dall’articolo 203 del Codice della Strada e dalla legge 241/1990. Trascorsi 210 giorni senza risposta ai ricorsi presentati dai cittadini, è scattato automaticamente il meccanismo del silenzio-assenso: le sanzioni sono decadute senza alcuna pronuncia nel merito. I verbali contestati riguardano multe emesse attraverso sistemi di rilevazione elettronici installati e gestiti dalle Polizie Locali dei vari Comuni.
Secondo Altvelox, questi dispositivi erano già stati formalmente contestati per presunte irregolarità e mancanza di omologazione. L’archiviazione di massa rappresenta un caso inedito per la provincia veneta e potrebbe costituire un precedente amministrativo rilevante per l’intero territorio nazionale.

Le accuse di Altvelox: “Una resa istituzionale”
Per l’associazione Altvelox, la scelta della Prefettura costituisce una “resa istituzionale”. Gianantonio Sottile Cervini, presidente dell’organizzazione, ha dichiarato: “il Prefetto ha scelto di non assumersi la responsabilità di un atto di annullamento motivato, preferendo nascondersi dietro il silenzio amministrativo. È una condotta che mina la fiducia dei cittadini e svuota di significato il principio di legalità”.
L’associazione aveva già presentato nei mesi scorsi un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro il decreto prefettizio emanato ai sensi dell’articolo 4 del D.L. 121/2002, che autorizzava l’uso degli autovelox in quelle aree. Il decreto sarebbe “manifestamente illegittimo”, adottato senza istruttoria e in assenza di dati ufficiali sull’incidentalità, oltre che privo delle verifiche di conformità previste dagli articoli 45 e 192 del Codice della Strada.
Segnalazioni al Ministero e alla Corte dei Conti
Altvelox ha annunciato che presenterà una segnalazione al Ministero dell’Interno e alla Corte dei Conti per accertare eventuali responsabilità amministrative e contabili legate alla gestione dei procedimenti. L’associazione chiederà inoltre all’Ispettorato per la Funzione Pubblica di avviare verifiche sull’operato della Prefettura di Belluno.
“Quando la pubblica amministrazione tace, non è neutrale” ha concluso Sottile. “È complice di un sistema che preferisce cancellare le prove piuttosto che affrontare la verità dei fatti. A Belluno, il silenzio del Prefetto vale più di mille verbali: è la conferma che quelle multe non dovevano mai essere emesse”. La vicenda alimenta il dibattito nazionale sulla trasparenza dei procedimenti sanzionatori e sulla legittimità dei sistemi di controllo elettronico utilizzati dai Comuni italiani per il rilevamento delle infrazioni stradali.
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