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Riserva naturale costellata di laghi, un gioiello della Sicilia: vacci a settembre, ti rigenera

A pochi passi dal Mediterraneo, in Sicilia, si cela un angolo di natura selvaggia e straordinaria: di quale parliamo.
A pochi passi dal Mediterraneo, in Sicilia, si cela un angolo di natura selvaggia e straordinaria che rappresenta un autentico gioiello naturalistico a costo zero. Parliamo dei Laghetti di Marinello, una riserva naturale marina che sorprende per la sua unicità paesaggistica e ambientale, situata nel territorio di Patti, in provincia di Messina.
La riserva naturale dei Laghetti di Marinello: un ecosistema unico nel suo genere
Nel cuore della Sicilia nord-orientale, si estende la Riserva Naturale Orientata dei Laghetti di Marinello, un’area protetta che copre circa 400 ettari e si distingue per una caratteristica geomorfologica particolare. Qui, infatti, l’interazione tra la conformazione del terreno, l’azione continua del mare e i movimenti tettonici genera la formazione di laghetti di acqua salmastra temporanei o semi-permanenti. Questi specchi d’acqua, modellati dalla natura in modo dinamico, sono il risultato di fenomeni naturali come il progressivo approfondimento del fondale del Mar Tirreno e le condizioni meteorologiche marine.

Questa riserva rappresenta un patrimonio ambientale di straordinario valore, tutelato dalla Regione Siciliana dal 1998, che ospita una ricca biodiversità sia vegetale sia animale. La mutevolezza del paesaggio rende l’area un laboratorio naturale in cui si osservano continui cambiamenti e adattamenti biologici, contribuendo a creare un habitat unico nel panorama mediterraneo.
Oltre al valore ecologico, i Laghetti di Marinello sono avvolti da una suggestiva leggenda che arricchisce il fascino del luogo. La storia narra di una donna che, accompagnata dalla figlia, si recò al santuario della Madonna Nera di Tindari, frazione di Patti. Delusa dall’immagine sacra, la donna pronunciò parole di disprezzo, per poi assistere alla scomparsa della figlia, che si trovava su una finestra a picco sul mare. Dopo la caduta della bambina, la madre si pentì e invocò la Vergine, in risposta alla quale due angeli apparvero e posarono la piccola su una nuova distesa di sabbia emersa dal ritiro delle acque: nacquero così i laghetti.
Al di là del racconto popolare, studi condotti dall’Istituto Idrografico della Marina indicano che i laghetti si sono formati nel 1887, probabilmente per l’evoluzione dei corsi d’acqua dei torrenti Timeto ed Elicona, che hanno contribuito a modellare questo ambiente lacustre litoraneo. I sei laghetti principali – Marinello, Mergolo della Tonnara, Porto Vecchio, Fondo Porto, Verde e Nuovo – sono collegati da un caratteristico percorso noto come “Coda di volpe”, un sentiero naturalistico che permette di attraversare la riserva e ammirare la sua ricchezza biologica.
La riserva offre un habitat ideale per numerose specie vegetali e animali, molte delle quali rare e protette. Lungo la costa si trovano piante tipiche della macchia mediterranea, come il barboncino mediterraneo e l’elicriso, affiancate da specie particolari come il cardo-pallottola vischiosa, il fieno di mare e la centaura Seguenza, piante che testimoniano l’unicità botanica del luogo.
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