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Autovelox non omologati: c’è la sentenza

La decisione della Corte di Cassazione annullerebbe le sanzioni e confermerebbe la frode per i dispositivi non conformi. Ecco cosa sappiamo.
Con la sentenza n. 10365/2025, la Corte di Cassazione ha riaffermato la possibilità di sequestrare preventivamente autovelox non omologati, accusando un imprenditore di frode in pubbliche forniture e falso per induzione. La questione centrale è la distinzione tra i termini “approvazione” e “omologazione”.
La Cassazione, già nel 2024, aveva stabilito che tutte le infrazioni rilevate da apparecchi solo approvati ma non omologati sono contestabili. Nonostante ciò, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva spinto per equiparare i due termini, sollecitando i prefetti a rigettare i ricorsi degli automobilisti.
Il caso dell’imprenditore e la frode per induzione
Il caso esaminato dalla Cassazione riguardava un imprenditore accusato di aver fornito autovelox approvati ma non omologati a Comuni e Province. Sebbene questi dispositivi fossero dichiarati come omologati dal ministero, in realtà erano solo approvati dalla Direzione Generale per la Sicurezza dei Trasporti, una procedura differente. La Cassazione ha confermato che l’imprenditore avrebbe commesso una frode, in quanto aveva consegnato un prodotto diverso da quello pattuito, inducendo così le amministrazioni in errore.
Infrazione non valida se l’autovelox non è omologato
La Corte di Cassazione ha ribadito che affinché un’infrazione rilevata da un autovelox sia valida, il dispositivo deve essere sia approvato che omologato. Questo principio è stato determinante nel caso di un automobilista di Treviso, il cui ricorso contro una multa per eccesso di velocità è stato accolto. Il dispositivo che aveva rilevato la violazione era approvato, ma non omologato, portando all’annullamento della sanzione.

Le implicazioni per i Comuni e la necessità di procedure chiare
La sentenza della Cassazione stabilisce che i Comuni che utilizzano autovelox non omologati rischiano di dover annullare migliaia di multe e risarcire gli automobilisti. Le amministrazioni potrebbero anche dover rispondere del danno causato dall’uso di apparecchi non conformi.
Inoltre, il Ministero delle Infrastrutture non ha ancora definito le procedure di omologazione degli autovelox, complicando ulteriormente la conformità delle apparecchiature. E’ stato istituito un tavolo tecnico con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ANCI e Ministero delle Imprese e del Made in Italy per definire in modo chiaro le procedure di omologazione, taratura e verifica degli autovelox, ma ancora l’iter è giunto a conclusione. Resta quindi la situazione di incertezza per le amministrazioni.
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